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Successo per il convegno alla Rocca ”Ambiente sostenibilità e turismo”

 

 

Domenica 14 maggio si terrà il primo dei cinque incontri con i registi italiani organizzati dal Comune di Spoleto in collaborazione con Maia Associazione Culturale, leader in Europa nel network dell'audiovisivo, e Cinéma Sala Pegasus. Al termine della proiezione delle ore 20:30, sarà ospite in


 sala per un incontro con il pubblico della città il regista Daniele Vicari per la presentazione del suo ultimo film Sole Cuore Amore con protagonista Isabella Ragonese. Vicari, classe 1967, esordisce alla regia con il documentario Uomini e Lupi ed è con Velocità Massima che nel 2002 è in concorso a Venezia e ottiene il David di Donatello per la migliore opera prima. Nel 2012 è al Festival di Berlino con Diaz don't clean up this blood incentrato sui fatti del G8 di Genova. Sole Cuore Amore è il suo ultimo lavoro.

L'incontro con il regista sarà condotto da Roberto Lazzerini, formatore ed esperto di cinema.

SINOSSI
Una amicizia tra due giovani donne in una città bella e dura come Roma e il suo immenso hinterland. Due donne che hanno fatto scelte molto diverse nella vita: Eli ha quattro figli, un marito disoccupato e un lavoro difficile da raggiungere; Vale invece è sola, è una danzatrice e performer, e trae sostentamento dal lavoro nelle discoteche. Legate da un affetto profondo, da una vera e propria sorellanza, le due donne sono mondi solo apparentemente diversi, in realtà sono due facce della stessa medaglia, ma la solidarietà reciproca non sempre basta a lenire le difficoltà materiali della loro vita.

IL FILM
"Primo film tutto al femminile di Daniele Vicari, Sole cuore amore è il ritratto di Eli (Isabella Ragonese nella sua interpretazione più matura e consapevole), una figura così emblematica dei nostri tempi da passare quasi inosservata nella sua quotidiana straordinarietà. Il tema del film è il lavoro, a cui il regista e sceneggiatore riesce a dare una centralità e una dignità inedita nel nostro cinema recente. L'ingranaggio in cui è inserita Eli è paradigmatico: una casa a cui badare, un impiego distante, quattro figli («troppi» penserà pure qualcuno in sala), un marito disoccupato e l'Imprevisto imprevedibile della vita. Sembra una serie di sfortunati eventi ma è "solo" la quotidianità di milioni di persone. Vicari pedina zavattinianamente il suo personaggio mostrandocelo varie volte, insistentemente, quasi in loop, sulla corriera che dal litorale romano porta Eli al lavoro nella grande città. E viceversa. Con un movimento ostinato e contrario che ci mostra gli sguardi spersi tra lei, che finisce il lavoro la sera tardi, e l'amica - quasi una sorella - che lo inizia (un po' come più di sessant'anni fa, all'alba d'un incipiente Boom economico, in Renzo e Luciana di Mario Monicelli). Intese mute che non hanno bisogno di parole ma solo di precisi movimenti di macchina, come il lungo montaggio alternato finale in cui il sole dell'avvenire si spegne in un tunnel della metro, solitario, finale, catacombale. E torna alla mente il precedente lungometraggio di "finzione" di Vicari, Diaz, che si concludeva con la galleria autostradale che inghiottiva i superstiti del G8 di Genova. Ancora generazioni perdute". Pedro Armocida, Film Tv, maggio 2017Pressbook, foto e poster scaricabili da:

http://www.kochmedia-film.it/film/sole-cuore-amore/

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