cultura e spettacolo
IN SALA PEGASUS INCONTRO CON SCENEGGIATORE E PRODUTTORI di 'Crazy for football'
cultura e spettacolo
IN SALA PEGASUS INCONTRO CON SCENEGGIATORE E PRODUTTORI di 'Crazy for football'
Il documentario ha vinto il David di Donatello
Mercoledì 31 maggio alle ore 21:00 arriva al Cinéma Sala Pegasus il film vincitore del David di Donatello 2017 come miglior documentario: "Crazy for football" di Volfango De Biasi.
Per l'occasione saranno presenti in sala per incontrare il pubblico della città e parlare del film lo
sceneggiatore Francesco Trento e i produttori Carolina Terzi e Mauro Luchetti. Conduce l'incontro Roberto Lazzerini, formatore ed esperto di cinema.
L'evento è In collaborazione con Officine Mattòli, all'interno della rassegna Officine Café.
DICONO DEL FILM
"'Crazy for Football' non è un film normale sul calcio. E' follemente bello. (...) Il documentario di De Biasi è divertente, intelligente ed emozionante. (...) Se lo perdete, siete dei pazzi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 23 febbraio 2017)
"Volfango De Biasi racconta con sincerità e senza pietismi la storia di una specialissima Nazionale di calcio a cinque, formata da pazienti con problemi psichici. (...) Un documentario toccante, tra l'altro con fasi di eccellente gioco. Meglio loro di tanti brocchi di serie A." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 febbraio 2017)
SINOSSI
Un gruppo di pazienti che arrivano dai dipartimenti di salute mentale di tutta Italia, uno psichiatra, Santo Rullo, come direttore sportivo, un ex giocatore di serie A di calcio a 5, Enrico Zanchini per allenatore e un campione del mondo di pugilato, Vincenzo Cantatore, a
fare da preparatore atletico. Sono questi i protagonisti di "Crazy for Football", il documentario di Volfango De Biasi sulla prima nazionale italiana di calcio che concorre ai mondiali per pazienti psichiatrici a Osaka. Un viaggio dall'Italia al Giappone. Si comincia con le prove di selezione per definire la rosa dei 12 che poi parteciperanno al ritiro, approdando finalmente al torneo più ambito, i campionati mondiali. Ma a fare da filo conduttore un altro viaggio, più profondo, attraverso le rapide della coscienza di chi ha conosciuto lo smarrimento della malattia psichiatrica. Un percorso in bilico fra sanità e follia che appartiene a tutti noi.
Un film dove i protagonisti sono i giocatori e non la loro malattia, con l'intenzione di combattere i pregiudizi che circondano chi soffre di disagio mentale. Il movimento come antidoto alla staticità, il calcio quindi come terapia salvifica, come condizione che fa sentire tutti uguali, lo dice bene Santo Rullo in una scena del film "un'esperienza che richiama alla mente la memoria emotiva di quando non si era malati".
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!
Dì la tua! Inserisci un commento.