politica

Partito democratico, la mozione 'Spoleto prima' mai con l'attuale maggioranza

 

'Parliamo di programma e dei reali problemi della gente, non di alleanze numeriche'. Richiesta assemblea entro pochi giorni. Verso la spaccatura definitiva?

 

Con buona pace della maggioranza del Pd, che nella sua nota ufficiale parlava già di "coalizione ormai in via di definizione". Puntuale, come una sentenza, è giunto a neanche 24 ore di distanza il documento della mozione "Spoleto prima", minoritaria all'esito del recente congresso i cui strascichi polemici non si


sono ancora esauriti. Una mozione, un gruppo di esponenti politici che, all'indomani del congresso, avevano chiesto a Cardini e compagni/amici un'analisi seria dei quattro anni di giunta Cardarelli-Bececco: richiesta rimasta nel dimenticatoio, come nel dimenticatoio potrà rimanere, a detta della minoranza dem, ogni ipotesi di dialogo con le forze che compongono l'attuale maggioranza in consiglio comunale. Sempre nel documento ufficiale, la corrente minoritaria del Pd propone temi differenti dai "soliti" Festival e sviluppo economico - argomenti sui quali è fin troppo facile trovare unità di intenti anche con forze molto dissimili dal Pd -, rilanciando invece sul sociale, le frazioni, il mondo del volontariato e del terziario. Punti programmatici che, a detta di "Spoleto prima", marcano e devono marcare la differenza per una vera alleanza sociale con le forze e le intelligenze migliori della città.
Per questi ed altri motivi, contenuti del documento inviato alla presidente dell'assemblea Palazzi e al segretario Cardini, "Spoleto prima" chiede la "convocazione immediata dell'Assemblea Comunale". Un confronto programmatico che dovrà tenersi entro pochi giorni, volto ad appurare se ancora esista o meno la volontà di andare avanti insieme sul programma. Così non dovesse essere, nel caso in cui persista la volontà di allearsi con Rinnovamento e altre aree da sempre avverse al riformismo, ciascuno compirà le proprie scelte in vista delle amministrative.
Di seguito il testo integrale del documento:

"Le elezioni del 4 marzo portano inevitabilmente il PD ad interrogarsi sulle cause della sconfitta, per individuare le strategie che gli consentano di recuperare il consenso dei cittadini. Per raggiungere questo obiettivo è necessario abbandonare le divisioni e le contrapposizioni che stanno caratterizzando il partito, in particolar modo nella nostra città.
La ricerca dell'unità passa, per forza di cose, sul superamento, da entrambe le parti, dei fattori ostativi che hanno generato le divisioni stesse, soprattutto perché la città sta vivendo momenti drammatici.
La segreteria ha avviato consultazioni con le forze politiche dell'intero arco costituzionale: dalla destra alla Lega, dai Cinque Stelle ai compagni ed amici che hanno aderito a Liberi ed Uguali. Noi non ci saremmo sottratti alla discussione, se si fosse inteso coinvolgere l'intero partito sul profilo della coalizione e sulla proposta politica per la città in vista delle prossime amministrative. In mancanza di ciò, comunque, intendiamo dare il nostro contributo, manifestando le nostre perplessità sul metodo e sugli interlocutori, per andare poi dritti alla sostanza politica.
Ciò che la gente chiede è chiarezza e coerenza rispetto agli obiettivi, ai programmi, ma anche ai valori e alle storie, personali e politiche. Negli ultimi anni il PD ha lungamente rimarcato l'inadeguatezza delle forze al governo della città ad affrontare i nodi problematici della nostra comunità. Spoleto è in una crisi economica ed occupazionale senza precedenti: il fallimento della Nuova Panetto & Petrelli, quello che incombe sulla ex Novelli, la crisi della ex Pozzi, della Cementir, le gravi incertezze legate al futuro della Maran, lo stallo del commercio e dell'artigianato e chi più ne ha più ne metta!. Centinaia di posti di lavoro persi che reclamavano, quanto meno, una maggiore e più qualificata presenza dei rappresentanti della comunità cittadina sui tavoli di crisi.
Le periferie in cui avevamo la nostra base elettorale sono state abbandonate al degrado e spogliate di servizi, viste come pericolosa parcellizzazione della comunità, quasi in antitesi al centro storico. Esse, al contrario, sono comunità pulsanti, bisognose di riqualificazione nelle infrastrutture e nei servizi. Mai come negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha dimostrato di percepirle quasi con fastidio, sottraendo risorse ed eliminando dall'agenda qualunque cosa assomigliasse a politiche per le frazioni. Le attività delle Pro-loco (spesso abbandonate a se stesse) e le iniziative spontanee di qualche privato sono rimaste gli unici momenti del "fare comunità" nelle nostre frazioni. La stessa riallocazione dello sportello del cittadino nell'acropoli risponde proprio all'idea di una città "alta" e di una città "bassa" che non dialogano tra loro, e di una male interpretata politica della mobilità alternativa, che è tornata a riempire di automobili il centro storico ed a vessare sia i residenti che gli utenti dei servizi comunali.
È proprio nelle periferie che ormai da anni il nostro elettorato ci ha abbandonato, ma nella sommaria analisi post voto dell'ultima assemblea la questione è stata derubricata alla fotografia del trauma: poiché il nostro bacino elettorale si è prosciugato dobbiamo esser pronti ad allearci con chiunque. Ma domandarci come recuperare la nostra gente? Nel corso dell'ultima assemblea sono stati snocciolati alcuni temi programmatici frutto dei colloqui con l'intero arco costituzionale: sviluppo economico, festival, etc. Le classiche questioni che non dividono e trovano tutti d'accordo. Ma sono i temi veri che rendono impossibile un'accozzaglia programmatica: quali risposte al disagio sociale, alle difficoltà delle famiglie, alla povertà sempre più diffusa, alla forbice sempre più larga tra chi ha tanto e chi ha troppo poco? Forse con le ordinanze contro l'accattonaggio, contro cui fino a qualche tempo fa saremmo insorti tutti insieme? È il classico espediente retorico: invece di trovare cause e soluzioni al problema, si liscia il pelo alla gente indicando un colpevole, senza però affrontare sul serio il problema. Un problema che tuttavia esiste in maniera drammatica: la difficoltà di garantire un presente sereno alla propria famiglia e la paura di restare ai margini dalla comunità. Che politiche, che sostegno diamo alle famiglie spoletine in difficoltà? Ci accontentiamo, come fanno loro, di indicare un capro espiatorio? Cosa pensano i nostri futuri alleati dell'impresa cooperativa e del terzo settore, gli unici ad aver creato occupazione negli anni della crisi?
Subito dopo il congresso abbiamo fatto un'unica richiesta, disattesa, alla nuova segreteria: mettere in agenda un'analisi seria e approfondita dei quattro anni di amministrazione di centro destra. Evidentemente, si era già pronti ad un accordo con quel centro destra che ci aveva sconfitto nel 2014 sulla base di una critica feroce alle nostre politiche e alle nostre amministrazioni. Senza nemmeno chiedere loro una parziale ammissione di colpa, di aver sbagliato su qualcosa. Al contrario, siamo noi a dirci pronti a proseguire il programma elettorale che abbiamo avversato fino a ieri.
Ci domandiamo: su quali basi avviene tutto ciò, sulla base di quale coerenza e di quale discussione? Gli spoletini vedono e giudicano, e sanno ben distinguere una manovra di palazzo, che riguarda solo il ceto politico, da un accordo politico coerente, che metta al centro le politiche per la comunità. È per questi motivi e principi che non possiamo accettare alcun dialogo con la attuale maggioranza in consiglio comunale.
Riteniamo anche che, prima degli incontri con le altre forze politiche, la segreteria avrebbe dovuto cercare l'unità del partito, con un confronto leale, senza veti e pregiudiziali, con tutte le componenti, per formulare, in maniera unitaria, un programma politico sul quale iniziare un confronto con le forze a noi più affini, con le varie articolazioni della società civile, da presentare poi alla città in occasione delle prossime elezioni amministrative.
E lo avrebbe dovuto fare, superando gli steccati ostativi che hanno portato alla divisione, senza nascondersi dietro interpretabili norme statutarie, ma sostituendo l'alibi dell'impedimento con una reale volontà di riappacificazione. Ecco da dove scaturisce la recente, forte, richiesta della minoranza di equiparare la rappresentatività all'interno degli Organi statutari del partito, rappresentatività falsata a nostro avviso da irregolarità nella accessibilità al voto congressuale.Non si è chiesto quindi di ottenere con arroganza ciò che non spetta ora ma, nella logica del buon senso, di riconoscere ciò che una errata interpretazione non ha concesso prima.
L'unità ci consentirebbe la costruzione di un campo democratico in grado di elaborare un progetto di società, e non solo un cartello elettorale. Il PD, se vuole essere all'altezza del suo ruolo riformista, deve lavorare a un'alleanza che corrisponda all'idea di un blocco sociale da rappresentare e a cui proporre protezione e nuove trame di comunità.
E allora l'imperativo è tornare a guardare alla parte migliore della società, quella che condivide i nostri valori, che per decenni ci ha seguito ma oggi non si fida più di noi: il mondo del volontariato, della cooperazione, il sindacato. È da lì che dovremmo far maturare un confronto serio sul programma, a cui far seguire un coerente identikit di coalizione e di candidato, invece di proporci come stampella a chiunque.
Sarebbe la nostra "mossa del cavallo": trasmettere l'idea di un partito non autosufficiente ma promotore di coalizioni, non tra il ceto politico ma con il corpo vivo delle associazioni e delle realtà organizzate, ovvero con i corpi intermedi. Siamo ancora in tempo per ribaltare il tavolo e rialimentare la connessione sentimentale con la città.
Per questa ragione i sottoscrittori di questo documento lo concludono con la richiesta ufficiale di convocazione immediata dell'Assemblea Comunale, al fine di appurare se esista o meno la volontà di condividere i propositi e le indicazioni contenute nel documento stesso in virtù delle scadenze e scelte da fare per le imminenti elezioni amministrative".

I delegati alla Assemblea Comunale della mozione "Spoleto prima".



Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto




I commenti dei nostri lettori

Io credo che siamo all\'amaro

8 anni fa

Castrivillari o C.Laureti pari sono. Stavolta D.B.Valentini si candida e vince, M5S permettendo.. Il PD senza Comune, Regione e Governo non gestirá più il potere e come i socialisti senza potere non dá ordini a nessuno e tutto finisce come un pesce senz'acqua. Per il PD se ne riparla tre 10 anni a Spoleto. Che tristezza. Mi spiace per Cardini, ma non è colpa sua come la Costa-Concordia gli scogli erano giá nello scafo, non si può fare nulla. Buonanotte.

Daje che arriva la frutta, fossi in voi salterei un giro.

8 anni fa

Scusate ma Grifoni, Lisci, Surace ecc che ci fanno nel PD? Poco importa non otterranno niente. C'è stata una fase dove sembrava che il PD fosse l'unico partito possibile in cui far politica e/o carriera, ma subito dopo ci si è accorti che i piedi erano d'argilla e tutto franava. A Spoleto il ballottaggio sará tra destra e M5S (sinistra) e siccome chi vincerá al primo turno non avrá più del 30% vuol dire che il 70% restante sará ridotto al 40% dei seggi cioè 9 seggi. Dunque ci vorrá il 7-8% a seggio d'opposizione vuol dire che il PD avrá si è no 3-4 seggi di cui uno occupato dal candidato sindaco quindi c'è posto all'opposizione per solo 2 persone (verosimilmente un uomo e una donna). Se aggiungete che Regione Umbria ormai è data per vinta dal centrodestra...essere del PD - ai fini della carriera - è un handicap. Quando si accorgeranno di tutto questo nessuno si vorrá più candidare con il PD, quelli che non l'avranno capito prima lo scopriranno poi. Fidatevi è giá tutto scritto.

Gino

8 anni fa

COMMENTO NON PUBBLICABILE

andrea federici

8 anni fa

Ottimo documento, penso che i reggenti Lisci,Dionisi,Cardini,Capitani, possono concludere anche in fretta e come vogliono la lista. Penso che sia più interessante conoscere la coalizione che vorranno mettere in piedi e con chi : I destroidi di Rinnovamento? La lista civica o presunta tale della Laureti? Mi viene da ridere...La Laureti Camilla che lavorava nella giunta PD di Zingaretti viene al paesello e si mobilita tra liste civice e destroidi di Rinnovamento! Semplicemente vergognoso per chi del PD Spoletino vuole stringere su accordi con Rinnovamento e co. Ah dimenticavo c'è sempre il Dirigente dell'oligarca Monini ovvero Castrovillari , come dire dalla padellla alla brace!

Nico frai

8 anni fa

Ma questo PD perché non fa accordo con Spoleto Popolare, hanno il mito dell" uomo solo al comando, vedi il #cerretano# hanno lo stesso modo di far politica, ... Mi chiedo ma il locale aperto in viale Marconi sempre presidiato è in regola con le autorizzazioni.

vellleitario

8 anni fa

Secondo tentativo dal primo commento delle ore 12,30. Innanzi tutto formulo autentici auguri per la S.Pasqua che possa essere un fattivo periodo di pace e riflessione per tutti noi.Tuttavia non posso esimermi per alcune riflessioni.Auspico uno sforzo mnemonico.E' prassi necessaria per chi si ritiene capace di rappresentare un partito, una comunitá nella sua interezza.Dimenticare è nobile e legittimo,come è nobile e legittimo non rimuovere azioni mistificatorie che hanno prodotto situazioni pesanti per il Partito Democratico Spoletino alle ultime elezioni amministrative.Chiedo almeno reciprocitá(come rapporto dinamico di paritá)tra i due verbi:(dimenticare e rimuovere.Sostanzialmente(almeno a mio parere)la coalizione di destra vinse le elezioni sul BUCO DI BILANCIO indicando una cifra esorbitante a fronte di una cifra fisiologica modesta.(fino a prova contraria)Inoltre la propaganda di Rinnovamento in quel periodo era piuttosto demagogica e menzognera, come alterazione della veritá/realtá.Leggo testualmente:La nostra cittá,più che altre,è stata progressivamente demolita dallo sperpero di risorse e da azioni politico amministrativo,che le hanno sottratto nel tempo quel prestigio e quella centralitá economica e culturale di cui era tradizionalmente depositaria.A fronte di questo surreale epitaffio, come possono convergere i nostri valori del Partito Democratico evidenziati peraltro sullo statuto del partito,con i propositi della Destra??Da una parte i valori della DEMOCRAZIA,dall'altra parte il populismo e il sovranismo.(sicuramente una scelta di campo)Ad maiora.

Brunetto

8 anni fa

BRAVI.... ad uscire .... Camilla Laureti candidato Sindaco per il PD !!!! caro PD la pagherai cara !!!! Pensa che candidato.... comunque almeno è una brava sommelier!!!!

In tema di logica.

8 anni fa

Dopo quello che hanno dimostrato di saper fare, e dopo i risultati delle recenti elezioni politiche, prima di fare certe dichiarazioni delle persone sensate si sarebbero chieste se i partiti a cui si rivolgono li avrebbero voluti come alleati. Detto questo, e visto che è Pasqua, per godermi questo Santo giorno di pace,vado a bermi un bell'aperitivo e poi vado a sbafarmi un bel po' di capretto. Alla faccia di coloro che si stanno arrovellando il cervello per cercare di risolvere le loro future questioni di poltrone. Tanto so che per potercisi sedere dovranno venire a bussare da me. E non è certo che gli aprirò!

carlo alberto bussoni

8 anni fa

Oooh, meno male. Si è fatta chiarezza su qual'è il target di certo PD: la campagna. Come nel trentennio precedente all'ultima gestione. Hanno incentivato le attivitá economiche a trasferirsi in periferia, hanno spopolato il centro storico costringendo, di conseguenza, molti studi professionali a traslocare fuori delle mura. Adesso vorrebbero tornare con la loro "politica". Che dovrebbero fare i residenti (pochi) rimasti in centro? Non ci si lamenti del degrado in cui versano molte vie e vicoli storici, oppure i residenti vengano retribuiti come custodi del museo a cielo aperto. Ah, e cambino il nome: "Prima la campagna".

Bastonate e acqua fresca!

8 anni fa

Il PD è ormai pieno di ex democristiani di destra e ex socialisti, tutto riciclati, per fare la loro carriera. Il PD è socialmente inutile e per questa ragione perderá le comunali.

marco chiodetti

8 anni fa

Condivido, Mai un accordo con Rinnovamento e/o suoi rappresentanti (Monini, Panfilli, Camilla Laureti, Castrovillari). Sono un genere politico che non appartengono al PD. Se Cardini e gi amici del quartierino pensano di allearsi con questi soggetti di destra hanno un futuro garantito...all'opposizione per oltre un ventennio.

mario pompili

8 anni fa

Cardinii Lisci e Capitani vi sono rimaste solo briciole...

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.