società

Spoleto? Una città vecchia. Ma il turismo regala speranze

 

Illustrati i risultati dell'indagine condotta da Aaster per conto di Conad, nell'ambito del progetto 'Il Grande Viaggio Insieme'

 

Una comunità anziana e non ricca, un’economia fondata su attività tradizionali, che ancora non imbocca la strada del rilancio. Eppure Spoleto mostra tratti di vitalità: aumentano le imprese, soprattutto quelle guidate da giovani, aumenta la presenza femminile e la popolazione straniera si va integrando nel tessuto cittadino. 


Sono i segnali di una città che ha intrapreso la strada del cambiamento e ha imparato a portare valore sul suo territorio, rendendosi attrattiva agli occhi di turisti e capitali stranieri, e riuscendo a cogliere le opportunità della globalizzazione. Una città antica che sa fondersi con il nuovo, come dimostra il successo internazionale del Festival dei Due Mondi. È questa l’immagine che di Spoleto restituisce l’indagine condotta dall’istituto di ricerca Aaster, incaricato da Conad di realizzare uno studio sulla comunità del territorio in occasione della tappa umbra de "Il Grande Viaggio Insieme", per analizzare e comprendere i fenomeni che attraversano la città in questa fase di profondi cambiamenti sociali, culturali ed economici.

L'incontro Il lavoro è stato presentato nel corso del dibattito Spoleto, persone, comunità e valori che si terrà al Teatro Caio Melisso, conclusosi un concerto de “I Solisti del Sesto Armonico”, diretti dal maestro Peppe Vessicchio. L’appuntamento si è aperto con i saluti del vicesindaco di Spoleto Maria Elena Bececco. Sul palco, con il direttore del Consorzio Aaster Aldo Bonomi e l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese, coordinati dalla giornalista di Oggi Marianna Aprile porteranno la loro testimonianza Antonio Baldaccini, amministratore delegato Umbra Group, Maria Carmela Colaiacovo, presidente Confindustria Federturismo, Marco Caprai, Arnaldo Caprai Azienda Agricola, Mario Filippi, co-fondatore Fabiana Filippi e Zefferino Monini, presidente e amministratore delegato Monini. Sul palco sono saliti anche due studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Sansi - Leonardi - Volta”, che hanno riportato le loro impressioni e riflessioni sullo studio. Il Grande Viaggio Insieme ha infatti coinvolto anche il mondo della scuola: giovedì i sociologi dell’istituto Aaster hanno incontrato una classe dell’istituto per un focus group sull’indagine e sull’immagine della città, durante il quale i ragazzi hanno espresso il proprio punto di vista sulla base delle loro esperienze.

Popolazione anziana Al centro del dibattito c'è stata quindi la morfologia economico sociale della comunità di Spoleto nell’immagine scattata da Aaster, che ha confrontato e incrociato i dati socio-economici degli ultimi anni e abbinato all’analisi quantitativa una serie di interviste ad alcuni esponenti della realtà locale. Dinamiche demografiche, livello di istruzione, ricchezza e distribuzione dei redditi dei cittadini, vitalità dei comparti produttivi sono alcuni dei dati esaminati e raffrontati con i parametri regionali e nazionali, per isolare ed evidenziare le specificità del territorio. Specificità che emergono in particolare da alcuni dati.  Numeri come 234, quanti sono gli abitanti anziani ogni 100 bambini, e che fa di Spoleto il secondo per popolazione anziana tra i comuni umbri sopra i 20mila abitanti, dopo Orvieto. O 9 per cento, il tasso sulla popolazione delle persone con più di 80 anni. Il dato sarebbe ben peggiore se non ci fosse un apporto della popolazione straniera, oltre il 10 per cento di quella complessiva, di cui quasi la metà di nazionalità rumena e albanese. 

Il turismo va C’è poi quel 23,4 per cento, che corrisponde al tasso di auto Euro 5 o euro 6 sui veicoli circolanti: può sembrare un dato di scarsa rilevanza, ma in realtà indica la poca propensione degli spoletini a cambiar auto e, per estensione, al consumo e al potere d’acquisto. Un’impressione, questa, confermata dal dato per valore aggiunto medio per abitante, che si attesta poco sopra i 25mila euro: tra le 10 città umbre solo Gubbio fa peggio. L’economia locale non è tuttavia ferma, tutt’altro: un’impresa su 10 è fatta da giovani, l’11,5 per cento del fatturato realizzato dalle imprese proviene da società con un’azionista di riferimento straniero, indice della capacità di attrarre capitali esteri in loco. E poi ci sono i numeri del turismo, che confermano come la città abbia saputo dare il giusto valore ai suoi patrimoni storici artistici: 6,9 è il numero delle presenze straniere per abitante, dove solo le conosciutissime Assisi, Orvieto e Gubbio fanno meglio; 90mila le presenze al Festival dei Due Mondi, che hanno portato alla città incassi per 900mila euro. Nel 2008 i visitatori furono 15mila, sintomo che la città e i suoi abitanti hanno imparato con il tempo a promuovere la propria identità.



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