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'Il sindaco si sceglie a Spoleto, non a Perugia'
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'Il sindaco si sceglie a Spoleto, non a Perugia'
Umberto De Augustinis chiude la questione apparentamenti: 'Laureti e Bececco hanno versato il sale nel caffè. Non abbiamo voluto esporci al pericolo di ricatti politici. Bececco e i suoi non hanno mai parlato di punti programmatici con noi'
Il sindaco si sceglie a Spoleto, non a Perugia. Checché ne dicano Maria Elena Bececco e Camilla Laureti, alla luce di un apparentamento con un sapore simile a quello del caffè insaporito col sale, ma gradito alla Giunta Regionale Umbra nella persona della Presidente Catiuscia Marini. Il sindaco che sarà eletto il 24 giugno dovrà gestire una città e il suo territorio, non le beghe di palazzo
di un'enclave in declino. In uno dei fogli che hanno diramato, e nel quale presumono di dare una spiegazione politica a un accordo calato dall'alto, le due signore parlano di punti programmatici che accomunano le due liste. Giusto per amore della verità e per dovere di cronaca, precisiamo che Maria Elena Bececco non ha mai parlato con noi di punti programmatici. La nostra coalizione non avrebbe chiaramente potuto parlare di apparentamento, in quanto lo stesso avrebbe impedito, successivamente, di governare e prendere decisioni in tranquillità senza subire pressioni e/o ricatti (ovviamente ricatti politici, si intende).
Se, peraltro, a vincere il 24 giugno dovessero essere le apparentate, si troverebbero con un'amministrazione completamente ingessata, vittima di veti incrociati: il famoso "6 contro 6" risultante dalla composizione dei gruppi consiliari del Pd e delle due liste civiche apparentate. Si tratta, come è evidente a chiunque, di due compagini tutt'altro che affini. Noi avevamo proposto un accordo alla candidata Bececco, dato che ci sembrava fosse sostenuta da due liste civiche afferenti al cosiddetto centrodestra. Per rispetto nei confronti dei nostri elettori, e per evitare situazioni ingessate come quelle che si profilano ora nella coalizione Laureti/Bececco, non avevamo proposto apparentamenti di sorta, ma un impegno di attività comuni per le due compagini che sarebbero entrate in maggioranza insieme con noi.
Il riferimento comune avrebbe dovuto essere una ferma opposizione all'egemonia di un certo Pd, che avrebbe solo dato origine ad una spartizione di poltrone, mentre, per noi, l'obiettivo avrebbe dovuto essere Spoleto come unità decisionale, fornita della necessaria autonomia da valorizzare ed amplificare nell'odierno quadro istituzionale. Un progetto ambizioso nel quale sono richiesti tutti gli esseri di buona volontà, che siano competenti, professionali e, soprattutto, trasparenti. Forse non siamo stati capiti: peccato.
Ritenevamo e riteniamo che gran parte dei problemi di Spoleto derivi da scelte politiche dovute all'assetto dominante in Regione; avevamo creduto che la signora Bececco fosse della stessa opinione, peraltro espressa in piazza Garibaldi con i toni sostenuti che tutti conosciamo grazie ad un video ormai virale, toni addirittura molto più veementi dei nostri. Prendiamo atto, con l'apparentamento al Pd, che ci eravamo sbagliati.
Il sale è stato ormai versato nel caffè. Vorremmo anche aggiungere, infine, che, posto che il nostro candidato sindaco de Augustinis è stato un ottimo amico del professor Fabrizio Cardarelli, preferirebbe evitarne la chiamata in una causa di ben diversa natura rispetto agli ideali condivisi, il primo dei quali era ed è l'autonomia delle scelte di interesse civico. Il sindaco di Spoleto, lo ribadiamo, si sceglie a Spoleto: non a Perugia.
Coordinamento per De Augustinis sindaco
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