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Buon Ferragosto, Spoleto: che l'ambizione sia con te
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Buon Ferragosto, Spoleto: che l'ambizione sia con te
Vorrei augurare buon Ferragosto a tutti gli spoletini. A questa città addormentata non solo sotto il sole d'estate ma anche dai mesi passati e quelli rimasti, prima del gran galà di capodanno, organizzato come ogni anno dai ragionieri Fantozzi e Filini, onestissime persone con buone intenzioni. Buon
Ferragosto alla fortezza di Borgo, dove va in scena ogni sera lo struscio preserale, tra zie, nonne, bambini e mammine, manifestandosi nelle distanze brevi e ripetute. Estendo gli auguri a quei gruppetti di ragazzi e ragazze che bivaccano agli angoli, con un bicchiere in una mano e l'Iphone nell'altra: non di rado portano alla bocca lo schermo, rovesciando l'aperitivo per la poca lucidità rimasta. Buon Ferragosto a chi tenta di inserirsi nel tessuto commerciale con alterne fortune, per via di un malcelato senso di appartenenza provvisto di anticorpi respingenti. Un gioiello di città, una perla, soffocata e tenuta in ostaggio, mantenuta bonsai, e priva di una qualche progettazione coraggiosa.
Auguri alla sussiegosa Spoleto alta, col blasone scrostato, demodé e vacillante, eppure pretenziosa nel mostrarsi nuda e vuota tra splendidi vicoli e palazzi signorili. Buon Ferragosto al finto prete in bicicletta e a tutta la troupe itinerante per le vie, una Via Crucis devastante e misera per zappare nell'orto della visibilità effimera, e invitare al pellegrinaggio televisivo torme plaudenti di sciamannati sfaccendati in preda al delirio televisivo. Spoleto merita di più, se solo si liberasse da questa bonaccia intellettuale che impedisce di navigare, dal sonno imprenditoriale e dalle farsesche gelosie politiche.
Buon Ferragosto alle frazioni circostanti che ormai necessitano di guide indiane per rintracciare le orme nelle strade dissestate e raggiungere casa. Buon Ferragosto a chi ha nella testa il coraggio di invertire la rotta, che rompa corde e legacci e apra la gabbia facendo volare la città, lo merita. Che l'ambizione sia con noi.
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I commenti dei nostri lettori
Don Matteo Gattaponi
7 anni fa
Basterebbe visitare le Frazioni periferiche per aumentarne la dose. I giovani vanno altrove, troppi sagrestani in giro!
chiara luce
7 anni fa
La chiave era ironica volutamente estrema non priva però di elementi reali, suggerendo miglioramenti, uno sprone insomma, io questo leggo. Deprimente ? è una opinione , l'autore evoca più ambizione, mi spiace che si deprima, non ne vedo motivo . In quanto ad augurare tristezza all'autore, trovo sia una conclusione squallida, questa si deprimente.
Federico Piccioni
7 anni fa
Sì!!! Purtroppo, è proprio tutto vero . Il buon saggio giornalista Civica , ,che non conosco personalmente ma stimo da lettore,esprime in modo inequivocabile la realtá della nostra amata cittá, ma aggiungo con modestia che questa realtá non riguarda solo noi, é dovuta alla cultura italiana ed Europea di questo contesto storico dove i grandi opportunisti hanno saputo dare in modo pedagogico ed antropologico un'educazione lontana dai reali valori etici ,hanno scambiato l'appropriazione delle reali convenzioni ,insomma la radice del problema è un'altra!!! Comunque è meglio avere qualcosa di cui poterne parlare come il prete in bicicletta oppure no?il valore aggiunto ,condivisibile oppure no ,da sempre, l'opportunitá , giá questo può bastare.Federico Piccioni.
Daniela
7 anni fa
Come si fa a pubblicare un articolo così deprimente e pieno di snobismo... Mah! Veramente pessimo. Che la tristezza sia con te
danilo gioacchini
7 anni fa
Una solo cosa , tra le altre (alcune accettabili ) ,altre puro esercizio di scrittura . Il prete in bicicletta ha fatto pedalare l'economia locale , anche se con lo spostamento di quell' italietta che tanto puzza sotto il naso , pur sapendo che pecunia non olet. In questi tempi la visibilitá innocente, senza clamore, vale come e più delle piccole ripartenze economiche. Sul resto c'è molto da smuovere, senza il bisogno fare aulico sfascismo. Buon ferragosto.
Sant\'Ambrogio
7 anni fa
Mamma mia che articolo... vero per caritá ma crudo, che offre un quadro della cittá da film si, ma dell'horror; così come il commento che rievoca epoche di fame e di carestie. Una sola domanda: oggi nell'epoca di internet, delle recensioni, della ricerca sulla rete di notizie su una cittadina da visitare, chi volete che venga a visitare Spoleto se questa è la sua presentazione?
Roberto Quirino
7 anni fa
A proposito del falso prete in bicicletta. Uno o più episodi sono stati girati anche in un paese della Valnerina e la sceneggiatura prevedeva la liberazione di un certo numero di colombe (o colombi) bianche, in occasione di una cerimonia, battesimo? matrimonio? non saprei: da qualche decennio vivo felicemente senza televisione e del falso prete ho visto solo una penosa puntata, con una Spoleto patinata, per cui fin troppo bella, lui bolso, biascicante e sempre un po' confuso. Sta di fatto che, una volta liberate, quelle innocue, gentili ed eleganti bestiole si sono aggirate per qualche giorno spaurite per il paese, ingentilendo ulteriormente scorci e paesaggio, cercando da mangiare e soprattutto da bere; a mano a mano si sono ridotte di numero, fino a scomparire, a quanto pare... se le sono mangiate i rudi paesani, che le hanno trovate molto più tenere di quegli altri piccioni, sì grassottelli, ma pieni di zecche e soprattutto più difficili da acchiappare, rispetto alle addomesticate e più pulite colombe bianche, simbolo di pace, di affetto e, per chi ci crede, dello Spirito Santo.
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