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Una bella notizia: sta finendo la scuola!

 

Che poi diciamocelo: il collasso della Nazione dipinto sui volti dei genitori

 

Una bella notizia: sta finendo la scuola!

Che poi diciamocelo: il collasso della Nazione dipinto sui volti dei genitori

La scuola secondo me è come le corna: meglio non sapere. E invece durante il lockdown non solo ci è toccato sapere, ci è toccato anche partecipare attivamente, vedere, ascoltare. Una roba per stomaci forti insomma.
Solidarietà a insegnanti e colleghi genitori. In tre mesi il mondo è cambiato al grido di “Arrangiatevi!” e per non soccombere, con o senza strumenti, tutti abbiamo dovuto farlo.
Il mondo della scuola italiana si è rivelato così evoluto che gli insegnanti hanno dovuto improvvisamente improvvisare con una tecnologia spesso poco affine alle loro corde e senza gli strumenti per riuscire a colmare la distanza fisica che, soprattutto per i più piccoli, è stata uno scoglio impervio e scosceso. Le mamme ed i papà si sono ritrovate a fare i maestri senza potere di voto però. E anche peggio! Una specie di tortura: ascoltare le interrogazioni quando preso dal panico gli fanno una domanda e lui non risponde. E tu sei lì. E ascolti. E non puoi suggerire perchè non si fa (sono talmente rigida che le regole sono il faro).. e perchè tanto andrebbe ancora più nel panico e si bloccherebbe ancora di più e perchè con il microfono acceso come minimo mi sentirebbero le maestre! Il Sistema impartisce tempi e modi: lezioni sterili e fugaci, in 2 ore tutte filate 4 materie con la qualità di spiegazione di GoogleTranslator (ci sono alcune cose in cui il tempo conta!). Rapporti umani ridotti all’osso ma si sa, questi studenti devono crescere e poco importa che il punto di partenza siano 6 anni o 16, ciò che riceveranno saranno nozioni per lo più stazzonate. I sentimenti possono attendere e comunque, imparate presto: i sentimenti danno delusioni quindi tanto vale abituarcisi. Rapporti azzerati, non tanto per le telecamere spente (e su questo concordo pienamente), non sempre siamo poi così carini da vedere.. quanto per la modalità con cui gli insegnanti parlano ai ragazzi. E già vedo uno stuolo di maestre e professori levarsi all’attacco.. ma tu che ne sai che impegno, che mole di lavoro, che cambiamento drastico.. Confermo. Non lo so. Però lo immagino! E si che anche voi Insegnanti avete avuto il vostro bel da fare e queste mie considerazioni tutto vogliono tranne che togliere qualcosa all’impegno profuso dalla maggior parte di voi. Contesto, tanto per cambiare, il fatto che nella migliore delle ipotesi la risposta che i bambini ricevono alla consegna dei loro elaborati quotidiani, tanti, tantissimi, è il silenzio. Cosa ben diversa se invece sbagliano: se nell’elaborato c’è un errore allora sono copiosi i dettagli e le parole profuse. Se invece hai fatto tutto bene accontentati che non ti contesto la grafia che è pessima.. tra la mamma e il papà non si sa chi scrive peggio! Eh certo, si sa, cercare approvazione negli altri è inutile e dannoso tanto vale che smettano di cercarla da piccoli. Perché giustamente a 6, 10, 16 anni smettete di cercare l’approvazione delle figure di riferimento “ufficiali”.. così la andate a cercare altrove, l’approvazione, perché questa è la natura dell’essere umano.. e quando poi ce li troviamo adoratori di chissà quale diavolo e diavoleria ci chiediamo perché. Perché se oggi, da piccolino, mi abitui che merito attenzione (per attenzione parlo di quei 4 secondi per scrivere un messaggio nella piattaforma online “Bravissimo Geronimo, ottimo lavoro!”) solo quando sbaglio (perché è l’unica occasione in cui quei 4 secondi li perdi) io, che di attenzione ne ho bisogno perché sono un mini essere umano, ma non ho ancora la maturità e la capacità di processare tutte le implicazioni ed i post scriptum, pur di essere considerato sbaglierò! A pensarci bene lo farei quasi anche io ancora oggi... E sia mai che lo prendo come atteggiamento abituale.. tra le conseguenze del coronavirus potremo annoverare il bisogno di attenzioni risolto nel fallimento come mezzo per realizzare un bisogno: tutti concordi sul fatto che è una catastrofe?
E per questo con chi possiamo prendercela? Con la Ministra dell’imbuto, con il sistema fermo ancora agli anni ‘50 che non ha minimamente fornito strumenti di sostegno (tecnico/psicologico) ai suoi bracci armati seminati in modo capillare in tutta la Nazione?
Perché alcuni hanno fatto di tutto per farsi “sentire” dai ragazzi piccoli e grandi, ma già sento nelle orecchie l’obiezione: eh ma loro hanno poche classi! Eh ma chi se ne frega! Mio figlio, mia figlia, mia nipote non possono comprendere che queste carenze dipendono dal tempo nè possono trarne giustificazione anche perché loro di tempo nella scuola ne hanno investito il triplo di quanto non facessero prima. I ragazzi, grandi e piccoli, sanno solo che prima tra “Bravissima” scritto sul quaderno, figurine con gli smile e cuoricini, erano pieni di stimoli positivi da perseguire e verso cui tendere. In questi 3 mesi non se ne sono visti di cuoricini ma spero non sia stata così catastrofica la produzione che ho visto passare da casa mia... Ci siamo ritrovati, noi genitori, a vedere figli fare i compiti per giornate intere durante la quarantena, una cosa che solo a scriverla mi sembra assurda eppure io c’ero e non nego che al disegno numero X assegnato in un solo giorno quasi mi sarei messa io a colorare per dare una mano, se non fosse che le mie doti artistiche sono decisamente migliorabili quindi avrei fatto peggio.. L’infrastruttura era improvvisata e va bene. Il Sistema avrebbe dovuto innovare per rendere l’esperienza di apprendimento più efficace senza lasciare gli insegnanti con il cerino acceso in mano a doversi reinventare i modi di insegnare in tempi risicati dalla sera alla mattina. Come fai in 30 minuti di lezione a spiegare nozioni di matematica, italiano, scienze, storia quando normalmente le modalità sono completamente differenti, senza che il Sistema ti supporti e ti formi? E questa differenza l’hanno sentita loro quanto noi! Anche perché chi le ha le capacità di insegnare a scrivere ad un bambino di 6 anni oppure i fondamenti di filosofia per un neoadolescente di 14? Le insegnanti lo sanno fare, io no! Ma i compiti sono stati assegnati, ed i voti in qualche modo messi (e mi sto già preparando a ridere), ma chi li colma questi vuoti di comprensione comprensibilissimi per rendere i bambini capaci di svolgere i compiti che tu assegni? Io. E si che la pazienza è la mia virtù migliore.. figuratevi come me la sono cavata bene a fare l’insegnante di sostegno. Per non parlare del prossimo anno quando i poveri insegnanti si ritroveranno a fare un lavoro raddoppiato a dir poco per riprendere le fila di un discorso su cui hanno avuto pochissimo “potere”. In compenso, se come rapporti umani si sono risparmiati, come carico di lavoro affatto, sarà perché anche i poveri insegnanti si sono ritrovati controllati a vista dai Dirigenti?
Detto tutto ciò, vuotato il sacco, senza per altro voler attribuire responsabilità di sorta, volendo piuttosto creare degli spunti di riflessione per un futuro incerto, sono zelante e gaudiosa perchè finalmente stiamo per finire! E onestamente sono così felice che stia finendo che non mi interessa neppure cosa accadrà a settembre e se questi miei figli torneranno in classe ad avere dei rapporti umani o resteranno dietro la tastiera a essere considerati solo se sbagliano. Il sistema scuola ha dato manifesto esempio di quanto sia arretrato e retrogrado e di quanto anni di privazioni e tagli lo abbiano così impoverito da portarlo al limite della sufficienza con l’aggravante di poche idee e tutte confuse ma su questo possiamo farci poco. Come dice il detto “il pesce puzza dalla testa”, nulla di personale contro la Ministra, anche perché non ho mai avuto l’onore di annusarla, ma lei rappresenta oggi la punta di un iceberg che è ridotto all’osso da decenni quindi è praticamente rimasta solo la lisca.. Parlo rispetto a un vissuto reale, raccolto da tante segnalazioni di bambini piccoli finanche di maturandi: facciamoci due conti e un minuto solitario di esame di coscienza e prendiamo in considerazione il fatto che la fiducia nei confronti della scuola è massima, perché gioca un grande ruolo nella vita dei nostri gioielli, ma in questa partita, umanamente, la performance ha lasciato un po’ a desiderare. Detto tutto ciò, signori miei, sono felice come fossi io a finire la scuola: tra pochi giorni siamo liberi e potremo annoiarci beatamente come ci pare, chiusi dentro una gabbia perché mamma e papà devono comunque lavorare ma alla peggio, così, dovranno sedare risse tra fratellini non impartire spiegazioni su nozioni fondamentali per la crescita di noi bambini, vuoi mettere quant’è più facile fare il genitore del maestro?! Conto alla rovescia avviato..



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