società

La normativa italiana sulla cannabis terapeutica e per uso personale

 

Cosa dice la legge in merito all'utilizzo del vegetale in ambito medico

 

In Italia la cannabis con un contenuto di THC non superiore allo 0,2%, nota come cannabis “light”, è legale ormai da diversi anni. Il commercio di prodotti derivati da questa varietà, o necessari alla sua coltivazione, come i semi autofiorenti certificati, è ormai diffuso e la richiesta di questi articoli ha consentito al settore della cannabis light di crescere enormemente.

Per quanto riguarda le piante con un alto contenuto di THC, invece, la legge continua a proibirne la coltivazione, la vendita e il consumo.

Ma è sempre così, o ci sono delle circostanze che consentono di assumere cannabis senza conseguenze legali? D’altronde esistono diversi farmaci a base di cannabinoidi disponibili in qualsiasi farmacia.

E per quanto riguarda l’uso personale, è considerato un reato come lo spaccio o la legge è più morbida in questo caso?

Cercheremo di rispondere a queste domande nel presente articolo.

È legale curarsi con la marijuana?

La legge italiana permette l’utilizzo della cannabis come ausilio per il trattamento di diverse patologie.

È bene, però, tenere a mente che c’è una grande differenza tra la cannabis propriamente detta e quella terapeutica.

La seconda, infatti, è prodotta in modo da garantire una precisa concentrazione di CBD e THC in modo da sortire gli effetti desiderati e si trova in commercio in vari formati tra cui olii, capsule, infusi per tisane e creme.

La cannabis standard, invece, non è idonea per l’utilizzo in ambito medicale, e dunque il suo uso terapeutico è illegale. Per intenderci, non è consentito fumare uno spinello per trattare i sintomi delle proprie patologie, ma vanno acquistati i medicinali a base di cannabinoidi reperibili nelle farmacie.

Per poter avere accesso a questi farmaci è necessaria la prescrizione medica e le spese sono, nella maggior parte dei casi, a carico del paziente.

Il Servizio Sanitario Nazionale provvede a coprire il costo della cannabis terapeutica solo quando sia utilizzata per curare patologie e disturbi particolarmente gravi, tra i quali:

  • l’AIDS;

  • il glaucoma;

  • la sclerosi laterale amiotrofica;

  • la sindrome di Tourette;

  • i sintomi legati ai trattamenti radioterapici e chemioterapici, come la nausea, il vomito e l’inappetenza.

Cannabis per uso personale: quali rischi si corrono?

La detenzione di stupefacenti per uso personale è normata dal DPR 309/90, aggiornato con le modifiche inserite a seguito del referendum abrogativo del 1993.

Secondo questo decreto il possesso di droghe per uso personale è illegale ma non costituisce un reato, bensì un illecito amministrativo. Le sanzioni contro questo illecito prevedono la sospensione della patente, del passaporto, del porto d’armi e del permesso di soggiorno per motivi di turismo.

Le sanzioni amministrative hanno una durata variabile a seconda del tipo di stupefacente posseduto e, nel caso della cannabis, possono andare da uno a tre mesi. Quando si detengono droghe pesanti, invece, la sospensione dei documenti può durare fino a un anno.

Quando si viene fermati in possesso di cannabis per la prima volta, è possibile cavarsela con una semplice ammonizione, ma questa possibilità dipenderà dalla decisione del prefetto presso il quale si viene convocati ogniqualvolta si venga colti con della droga.

Non è obbligatorio rispondere positivamente a questa convocazione, ma si ricordi che, in caso di rifiuto, non sarà possibile evitare alcuna sanzione amministrativa.

Se il prefetto lo dovesse ritenere necessario, potrebbe anche richiedere che l’interessato segua un percorso riabilitativo al Ser.T. Anche in questo caso non si è obbligati ad accettare il suggerimento, ma se si decide di seguire il consiglio è probabile che le sanzioni amministrative irrogate saranno più lievi.

Il nuovo ddl che consentirà di coltivare in casa la cannabis

Il panorama normativo italiano sulla cannabis potrebbe conoscere a breve una novità rivoluzionaria.

L’8 settembre scorso, infatti, è stata approvato dalla Commissione Giustizia della Camera un nuovo ddl che propone la depenalizzazione della coltivazione domestica di cannabis a uso personale per un massimo di 4 piantine.

Perché questa proposta possa diventare una legge a tutti gli effetti dovrà essere approvata dalla maggioranza del Parlamento, cosa nient’affatto scontata in quanto diversi partiti hanno promesso di dare battaglia contro la legalizzazione di qualunque stupefacente.

Ma, se l’iter legislativo andasse a buon fine, l’Italia sarebbe il primo Paese europeo a consentire la coltivazione domestica della cannabis.

In conclusione

Abbiamo spiegato che l’uso terapeutico della cannabis è perfettamente legale e quali siano i rischi legati alla detenzione per uso personale.

Abbiamo, inoltre, accennato alla nuova proposta di legge che potrebbe costituire un enorme passo in avanti del nostro Paese verso la liberalizzazione della marijuana. Contribuirebbe, inoltre, a stimolare il riordino della normativa italiana sulla cannabis che, attualmente, presenta molte lacune che vanno colmate al più presto.

Delle leggi più chiare sarebbero di giovamento alle tante aziende che operano in maniera perfettamente lecita nel mercato della canapa legale, come il noto shop Sensoryseeds.it, e offrirebbero nuove opportunità di investimento nel mercato economico italiano.



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