cronaca
Via Carlo Bandini nel degrado: richiesta l'installazione di una telecamera
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Via Carlo Bandini nel degrado: richiesta l'installazione di una telecamera
Numerosi i rifiuti lasciati quotidianamente nella zona che arriva fino a via Amadio
Abito in via Carlo Bandini che si incontra trasversalmente con via Angelo Amadio. Non tutti gli spoletini sanno chi sono questi personaggi: Carlo Bandini è uno storico spoletino del secolo scorso che ha lasciato tra gli altri uno scritto importante, “Il Monte, il Fonte, Il Ponte” cioè Monteluco, il Mascherone, il Ponte delle Torri, scritto cui io ho attinto notizie per la mia tesi di laurea sulla lecceta di Monteluco. Francesco Angelo Amadio è stato invece un architetto del secolo ancora precedente, di Scheggino, cui si deve tra l'altro la ricostruzione di un'ala del Palazzo Comunale di Spoleto.
Non tutti gli spoletini sanno dove si trovano queste due vie, pur percorrendole, a piedi, in auto, in bici, in moto, obbligatoriamente tutti, tutti quelli che provengono da via Cacciatori delle Alpi, dalla Ponzianina, dalla curva dei Picchi. Ebbene, quasi all'incrocio con via Bandini, in via Amadio c'è un piccolo slargo dove permangono ancora gli ultimi bidoni della spazzatura, uno per il vetro, due per l'umido, e uno per rifiuti speciali. Dovrebbero essere usati in stretta necessità, dato che tutte le vie che ruotano intorno a via Cacciatori delle Alpi, ex “Campaccio”, sono ormai comprese nell'organizzazione della raccolta differenziata avendo tutti gli abitanti gli appositi bidoncini personali colorati, blu, giallo, grigio, marrone per l'umido.
Bidoncini che il personale addetto ritira puntualmente secondo un preciso calendario. In realtà agli spoletini non basta questa organizzazione e così passando lungo via Amadio sia a piedi sia con l'auto, “scarica” dentro e fuori i bidoni “già pieni”, sacchi, sacchetti, sacconi, scatoloni, borse contenenti rifiuti di ogni genere.
Il contenuto dei sacchi talora fuoriesce, così intorno rimane di tutto come oggi più che mai guanti monouso gettati e mascherine usate, il bidone del vetro straborda ma non certo di sole bottiglie. Alcuni spoletini scaricano dalle auto, ancora in moto o addirittura lanciandoli, rifiuti accumulati negli anni in cantine, in garage, in sgabuzzini senza ricorrere all'efficiente isola ecologica. Così si crea ogni mattina ( parecchie “consegne” avvengono di notte) uno spettacolo indecoroso, immondizia dappertutto, che gli operatori ecologici cercano di riportare alla normalità.
E allora cosa fare? Una prima soluzione potrebbe essere controllare la zona con telecamerina nascosta tra gli alberi. Potrebbe essere un buon deterrente per gli spoletini così maleducati? Oppure, io proporrei di togliere definitivamente i bidoni, di usare ognuno i propri contenitori dei rifiuti differenziati, così quel piccolo angolo tra via Amadio e via Bandini sia pulito, un'oasi ecologica rispettosa dell'ambiente, delle nostre vite e degli illustri personaggi cui queste vie sono state intitolate.
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I commenti dei nostri lettori
Brontolo
4 anni fa
Spoleto vive principalmente di turismo. Se il turista deve gettare un pannolino, una lattina, la carta di un panino, come fa? La raccolta porta porta non tiene conto delle migliaia di fan di don Matteo che giungono a Spoleto anche nei mesi più freddi.
CLAUDO
4 anni fa
E se si posizionassero altri secchioni?...
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