cronaca

Gara Usl, Ugolini (Confsal): 'Mercimonio dei lavoratori'

 

"A chi giova un bando scritto con i piedi, per di più pubblicato byoassando la nuova legge sugli appalti?". A breve incontro urgente con la Presidente della Regione e i vertici della Sanità umbra

 

Si sta espandendo a macchia d’olio la polemica legata alla nuova gara d’appalto dei servizi socio-sanitari della Usl 2, che presenta dei lati quantomeno ambigui nella sua formulazione – servizi trattati in maniera diversa fra Terni, Spoleto, Foligno e Valnerina – come anche relativamente ai tempi di pubblicazione – 30 giugno scorso, vale a dire un giorno prima dell’entrata in vigore della nuova legge sugli appalti volta al contrasto del massimo ribasso.

E non le manda certo a dire Carlo Ugolini, segretario regionale confederale Confsal Umbria, che parla apertamente di “mercimonio dei lavoratori”. “Ho sentito vari presidenti di consorzio di cooperative – racconta a Spoletonline – e posso affermare che, ancora una volta, in Italia si conferma il fatto che si approvano le norme e poi arrivano tecnici e funzionari pubblici che puntualmente le bypassano. Ribadisco la preoccupazione e l’imbarazzo dei lavoratori, per un bando che vedrà crollare ulteriormente la qualità dei servizi nei nostri ospedali, in barba alla nuova legge che il governo nazionale ha approvato proprio per tutelare i territori e le eccellenze che, in 40 anni, il mondo della cooperazione ha costruito. Qui in Umbria, anziché applicare le nuove normative che consentono di chiamare le aziende del territorio che già svolgono quel servizio da 30-40 anni, grazie non si capisce bene a chi - funzionari? Assessore? Presidente della Giunta regionale? - riusciamo a distruggere le nostre eccellenze. Di certo – aggiunge Ugolini – qualcuno avrà pur autorizzato l’emissione di questo bando di gara scritto in questa maniera, che tra l’altro se fosse stato scritto con i piedi sicuramente sarebbe stato scritto meglio”.

Sarcasmo a parte, la lettura che dà il sindacato di questa nuova gara-ponte – della durata di appena 6 mesi – è a dir poco preoccupante, e conferma i timori sollevati proprio ieri da Spoletonline. “La nostra lettura – dichiara ancora il segretario Confsal – è che in questo mercimonio è ben presente anche un obiettivo finale: chi deve entrare con questo concorso? Come mai il 30 giugno esce una gara in cui si applica la vecchia normativa senza attendere appena un altro giorno, vale a dire l’entrata in vigore della nuova legge sugli appalti pubblici? Chi dobbiamo favorire? Forse un colosso che può lavorare al ribasso per sei mesi per poi fare l’asso pigliatutto? A giudicare da chi si sta presentando, direi proprio che è così”.

Parole che non lasciano spazio alle interpretazioni, e che si concretizzano con l’annuncio dell’imminente richiesta di un incontro urgente “al Presidente della Giunta regionale e all’assessore, possibilmente in presenza del direttore generale De Fino. Il tempo è già scaduto e vogliamo spiegazioni circa la costruzione di questo bando di gara, perché i lavoratori sono disorientati e preoccupati. Sembra esserci l’intento di azzerare i territori e le loro eccellenze, aprendo ai giganti esteri e bruciano così tutti i nostri know-how, oltretutto in un momento in cui l’Umbria sta vivendo una crisi economica a 360 gradi in diverse strutture, con prevalenza delle difficoltà nella zona sud della regione. Ricordo a me stesso – conclude Ugolini – che il Pil si costruisce con il lavoro e non con le chiacchiere: se il bando vincono i tedeschi il reddito prodotto va in Germania, mentre va in Francia se lo vincono i francesi. Soltanto con le nostre realtà locali, italiane in generale e umbre in particolare, si costruisce Pil sano che si traduce in economia reale per il territorio e le famiglie che ci vivono”.



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I commenti dei nostri lettori

GUERRINO FIORETTI

3 anni fa

Con il sindacato urla giustamente allo scandalo, poi politicamente appoggia la giunta che permette cio. Quando la mano dx non sa cosa fa la sx.

Carlino

3 anni fa

Già qualche anno fa fu fatto un bando che per la maggior economicità dell'offerta di una ditta o cooperativa emiliana se non ricordo male, scalzò la coop Il Cerchio dalla gestione dei servizi di assistenza ai disabili qui in città. Chiaramente questo sollevò reazioni indignate, soprattutto per l'esperienza che il Cerchio aveva maturato e l'affezione degli utenti, inutile campo dove il rapporto personale fra operatore e utente che matura nel tempo è un fattore importante. E i servizi tornarono al Cerchio, per una logica di continuità, avendo quella coop operato bene nel tempo

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