cronaca
Rinchiuso nella stazione ecologica
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Rinchiuso nella stazione ecologica
Incredibile episodio, al culmine di un alterco, occorso a Duccio Alberti, storico negoziante e già assessore della giunta Conti . “Non voglio rovinare nessuno, ma è assurdo che certe persone lavorini a contatto con il pubblico”
Va a buttare materiale elettronico all’isola ecologica e l’addetto lo chiude all’interno della struttura. Un episodio a dir poco increscioso, quello occorso a Duccio Alberti, 78 anni, da quasi 60 titolare di uno dei negozi storici della città, in via Flaminia.
Già assessore comunale di Spoleto ai tempi della giunta Conti, terminato l’impegno politico Alberti non ha smesso di mettersi al servizio della comunità, raccogliendo le batterie esauste – sia quelle contenenti acido sia quelle al litio –, per smaltirle all’isola ecologica di Santo Chiodo insieme a vecchi strumenti elettronici, pile, lampade, radio ecc, contribuendo non di poco alla salvaguardia dell’ambiente sul nostro territorio. Ed è stato proprio all’isola che il 78enne ha avuto un acceso confronto con uno dei dipendenti, peraltro – da quanto risulta – non nuovo a diverbi con l’utenza.
“Ero andato all’isola per gettare rifiuti elettronici e al neon, come faccio sempre – racconta Alberti a Spoletonline – ma quel giorno l’addetto ha cominciato a pormi problemi senza senso, parlando di licenze necessarie e altri ostacoli che non esistono, dato che sono assolutamente in regola dal 1965, anno in cui ho aperto la mia attività. Ho fornito le mie generalità e il mio codice fiscale, ma lui mi ha lanciato la penna dicendomi in malo modo che avrei dovuto scrivere io i miei dati sul foglio. Ho eseguito, dopodiché ho scaricato i rifiuti, ma anche durante questa operazione l’addetto mi ha sollevato problemi sui contenitori di cartone che avevo trasportato con all’interno i rifiuti da smaltire”.
I modi a dir poco irriguardosi dell'addetto, oltretutto usati nei confronti di una persona di una certa età, hanno convinto Alberti a richiedere all’addetto le sue generalità – visto che non esibiva alcun cartellino –, per poi valutare come procedere, eventualmente, nei suoi confronti. “Non era la prima volta che mi creava dei problemi, per di più comportandosi in maniera maleducata e irrispettosa – racconta ancora Alberti –, così gli ho chiesto di fornirmi le sue generalità”. E proprio a questo punto è accaduto l’imprevedibile: “Non solo si è rifiutato di dirmi il suo nome e cognome ma, quando ho fatto la battuta chiedendogli se avessi dovuto chiamare i carabinieri per avere le sue generalità, ha detto che i carabinieri li avrebbe chiamati lui e ha chiuso il cancello con me e altri due utenti all’interno”. Un vero e proprio sequestro di persona, a volerla guardare dal punto vista penale. Senonché Alberti non ha la minima intenzione di denunciare l’addetto, il quale evidentemente più che di una querela avrebbe bisogno di aiuto. “Non voglio certo rovinare nessuno – dice ancora il 78enne a Spoletonline – però ritengo che una persona con questi problemi non possa stare al pubblico. Andrebbe aiutata e, per questo, ho fatto presente la situazione sia all’azienda sia all’amministrazione comunale. Tuttavia, a distanza di tre settimane, pare che nessuno abbia intenzione di prendere provvedimenti”.
Per la cronaca, l’episodio si è concluso con l’arrivo dei carabinieri e il “dissequestro” dell’utenza intrappolata, ma è evidente che il reiterarsi di episodi di scortesia e mancanza di rispetto non fa che aumentare il rischio di incidenti tra lo stesso addetto e l’utenza. Spoletonline continuerà a seguire la vicenda nella speranza che l'azienda trovi una soluzione rapida e indolore per tutti: cittadini e dipendente.
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I commenti dei nostri lettori
Alfonso
2 anni fa
Servizio estremamente scadente, gestito in maniera scandalosa. Ci obbligano a stoccare l'immondizia a casa per due settimane, con la necessità di dedicare una stanza all' interno delle ns abitazioni al mantenimento dell' immondizia, ( guai a dimenticare il giorno di raccolta porta a porta! si salta il mese!) Per esperienza personale, sabato scorso 16/12/2023 sono andato all' isola ecologica per portare l' eccesso di carta accumulato, all' isola ecologica mi viene detto dall' addetto che lo scarrabile della raccolta della carta non era presente e non sapeva quando sarebbe tornato disponibile, l' adetto non mi consente di depositare la mia immondizia. Ricaricata l'immondizia nella mia macchina sono andato direttamente alla sede operativa per protestare, un' impiegata ha raccolto la mia lamentela con la consapevolezza che non ci sarebbe stato alcun seguito Ieri ho telefono all' servizio clienti per esporre la mia lamentela, stesso discorso di sopra. Mi chiedo ma perchè paghiamo la TARI per questo servizio così scadente? Dopo di oltre 10 anni di raccolta porta a porta dell' immondizia "CON LO SCHIFO" lungo le strade non conviene tornare alla vecchia raccolta con i cassonetti? E non mi vengano a dire che il problema sono le persone che sanno fare la raccolta differenziata!
Alessandro
2 anni fa
L'episodio mi sembra grave; approfondire sarebbe doveroso; fingere che non sia accaduto.... purtroppo è la normalità !
Signor Smith
2 anni fa
la cosa potrebbe passare per una "storiella" di paese, un racconto da fare agli amici la sera... se non fosse che, a quanto capisco, sono intervenuti i Carabinieri. E loro che hanno fatto? Che hanno detto? Hanno stilato un rapporto sul loro intervento?
Paolo Piccioni
2 anni fa
Credo che, forse per la fretta, è stato commesso un errore....con il centro di raccolta A se non c'entra nulla.
RISPOSTA: caro consigleire Piccioni, ha perfettamente ragione! Per una svista ho inserito la prima versione dell'articolo, nella quale ho erroneamente indicato un'azienda del tutto estranea ai fatti. Chiedo scusa ai lettori e all'azienda stessa, ho già provveduto a pubblicare la versione definitiva del testo. Un saluto
Daniele Ubaldi
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