cronaca
Due telefonini nelle celle di Maiano
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Due telefonini nelle celle di Maiano
Rinvenuti e sequestrati nel giro di una settimana dagli agenti di custodia, malgrado il pesante sotto organico. Quando con la scusa dei tagli alla spesa lo Stato si rende complice della criminalità organizzata
Detenuti in regime di alta sicurezza col cellulare a disposizione. Sono ben due gli apparecchi telefonici rinvenuti e sequestrati nel giro di una settimana all’interno del carcere di massima sicurezza di Maiano, che ospita decine di ergastolani e detenuti in regime speciale per associazione a delinquere di stampo mafioso, proprio come i due possessori di cellulare provenienti, rispettivamente, da ambienti camorristici e di Cosa Nostra. Sabato scorso, nell’ambito di una perquisizione straordinaria presso il reparto detentivo di alta sicurezza, gli agenti di polizia penitenziaria hanno rinvenuto il secondo telefono cellulare a distanza di pochi giorni dal primo episodio. L’apparecchio era stato occultato all'interno del water della stanza detentiva del soggetto in questione che, colto di sorpresa, aveva provato a disfarsene repentinamente.
Nonostante i pochi mezzi e il personale numericamente insufficiente ormai da anni, in una situazione di costante sotto organico e con numerosi colleghi anziani in odore di pensionamento, gli agenti di custodia di Maiano sono riusciti a mettere a segno l’ennesimo rilevamento di cellulare. I due telefoni rinvenuti a Maiano, corredati di schede sim, sono ora a disposizione della magistratura che sta lavorando alla ricostruzione delle ultime chiamate effettuate e ricevute. I due detenuti, invece, verranno a breve trasferiti in altre case di reclusione dove continueranno a scontare l’isolamento nel quale si trovano al momento confinati.
Ma il punto è che la situazione, in Italia in generale ma ancor più a Maiano, è ormai a dir poco insostenibile. Decine e decine di detenuti pericolosi vengono affidati a un numero troppo esiguo di agenti di custodia, con continue introduzioni di materiale proibito quale, ad esempio, i dispositivi telefonici cellulari per il cui tramite i carcerati riescono a parlare con l’esterno, continuando così a gestire le rispettive attività illecite e, in altre parole, a esercitare il proprio potere criminale.
E se i criminali fanno i criminali di mestiere, approfittando sistematicamente delle carenze di personale, la barzelletta che proprio non fa ridere è che lo Stato, anziché contrastare l’illegalità, se ne rende di fatto complice e favoreggiatore con la scusa – ridicola – dei tagli alla spesa pubblica. Una scusa che torna sempre buona quando si tratta di tagliare sulla sanità, l’istruzione pubblica e la pubblica sicurezza ma mai, ad esempio, in ambito militare.
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I commenti dei nostri lettori
Gianluca
2 anni fa
Una precisazione per la redazione. E' dal 1990 che non siamo piu' Agenti di Custodia, con tutto il rispetto per il vecchio Corpo. Ora siamo un Corpo ad ordinamento civile, ovvero Polizia Penitenziaria. Buona serata
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