cronaca

Arruolava jihadisti: arrestata 18enne

 

Si tratta di una giovane di origini algerine, nata e cresciuta a Spoleto. Insieme ad altre 4 persone è accusata di aver costituito e fatto parte di un’associazione terroristica tesa al consolidamento di Al Qaeda

 

C’è anche una 18enne di origine algerina, nata e cresciuta a Spoleto, tra i soggetti arrestati per aver costituito e fatto parte di un’associazione terroristica dedita alla promozione, al consolidamento ed al rafforzamento delle formazioni terroristiche globali denominate “Al Qaeda” e “Stato Islamico”. Il blitz da parte dei carabinieri si è svolto nelle scorse ore, con la ragazza trasportata presso il carcere di Perugia.

L’operazione è partita dalla Procura della Repubblica di Bologna - Dipartimento Antiterrorismo, che ha coordinato un’indagine condotta dal raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri culminata con l’esecuzione di una misura cautelare personale a carico di cinque giovani di origine straniera residenti nelle province di Bologna, Milano, Perugia ed Udine. Quattro degli indagati sono accusati di avere costituito un’associazione terroristica d’ispirazione salafita – jihadista declinata in chiave takfirista, denominata “Da’wa Italia” per mezzo della quale ponevano in essere condotte strumentali alla promozione, al consolidamento ed al rafforzamento delle formazioni terroristiche denominate “Al Qaeda” e “Stato Islamico”.

In particolare, attraverso la propaganda di contenuti jihadisti e al reclutamento di nuovi adepti alla causa, si sono dimostrati pronti a raggiungere i territori controllati dalle milizie jihadiste in Africa e Siria, circostanza che si sarebbe già concretizzata per uno dei sodali, il quale avrebbe abbandonato il territorio nazionale per recarsi nel corno d’Africa prima dell’emissione del provvedimento cautelare eseguito in data odierna.

Per quanto riguarda il quinto giovane, fratello della principale indagata del gruppo, si ipotizza  nei suoi confronti l’avvio di un processo di radicalizzazione proprio sotto l’egida della sorella, e a suo carico l’Autorità Giudiziaria  contesta l’ipotesi dell’addestramento finalizzato a un possibile arruolamento nell’ambito di organizzazioni terroristiche jihadiste. Tutti i soggetti avrebbero operato sul territorio nazionale, attraverso la rete internet.

L’inchiesta, rivelatasi complessa e articolata e condotta mediante l’importante coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, è stata avviata nel settembre 2023, partendo dall’azione di monitoraggio sui circuiti radicali di matrice jihadista, con particolare attenzione alla diffusione di contenuti di propaganda attraverso la rete, ormai divenuto formidabile strumento per avvicinare e fidelizzare soprattutto giovani di seconda generazione con un background migratorio o ragazzi italiani in cerca di una chiara identità e che più di altri subiscono la fascinazione della retorica jihadista globale.

In questo contesto, le investigazioni si sono concentrate in prima istanza sul ruolo ricoperto da una giovane pakistana cresciuta e residente a Bologna, la quale, evidenziando particolare attivismo ed emergendo per l’incessante opera di proselitismo, è stata sin da subito in grado di coinvolgere la giovane residente a Spoleto, insieme alla quale avrebbe formato un gruppo a sé stante dedito alla propaganda e denominato appunto “Da’wa”, che in arabo significa “chiamata”, intesa nella sua accezione di invocazione ad abbracciare la “giusta” versione dell’Islam.

Gli ulteriori approfondimenti hanno permesso di identificare altri partecipi al sodalizio ed in particolare acquisire gravi indizi di reità nei riguardi di un giovane cresciuto a Milano che si ritiene essersi unito alle milizie jihadiste operanti in Corno d’Africa e di un altro di origine turca, da molti anni residente tra le provincie di Gorizia e Udine dove risultava ben inserito nel tessuto socio-economico della zona.

Nel programma e nelle vicende di questo gruppo si rinvengono alcuni punti cardine del movimento jihadista globale: il sempre maggiore ricorso ai giovani, spesso anche minorenni, che risultano particolarmente affascinati dalla propaganda e che in breve diventano a loro volta strumenti di diffusione del messaggio, oltre a risultare imprevedibili nel potenziale passaggio all’azione e quindi ancor più pericolosi; in questo percorso sembra aver assunto un ruolo centrale il periodo del COVID, che costringendoli  a un isolamento forzato ha facilitato un rapido processo di radicalizzazione, oggettivamente amplificato dalla rete internet.

Nel corso delle indagini è stato possibile assistere ad una rapida e per questo preoccupante   evoluzione nelle intenzioni degli indagati di non limitare il loro impegno alla sola propaganda di contenuti jihadisti ma di ampliare il raggio d’azione verso nuovi soggetti (è il caso del fratello minore della principale indagata) oltre a ricercare contatti al di fuori del territorio italiano per cercare di raggiungere ei territori controllati dalle milizie jihadiste.  



Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto




I commenti dei nostri lettori

elel

1 anno fa

Ahiahiahi! in queste occasioni, purtroppo, mi vien spesso da pensare a quei figli adottati da famiglie occidentali, in Italia, in Europpa, negli USA, provenienti dal Maghreb, dal Medio Oriente, che giubilarono all'attacco delle Torri Gemelle. Che poi è ancora da scoprire dove sia la verità a proposito di questo fatto...

armannamoliacasaloro

1 anno fa

L'Italia e gli italiani sono sempre stati accoglienti, forse anche troppo e in maniera indiscriminata, con strutture di volontariato, specie cattoliche come la CARITAS, e da diverso tempo con leggi statali che tutelano e sostengono gli immigrati per motivi di ogni genere. Accogliere i profughi di guerra -quelle create da noi- è il minimo della compensazione ma l'immigrato che viene da un paese dove non c'è dittatura, guerra o carestia, perché dovrebbe essere mantenuto dai contribuenti italiani? Lo Stato non può- e non deve- reggere a tanta spinta. Sanità, scuola, pensioni, servizi, stanno saltando in aria per autoimplosione prima ancora che per uno degli attentati dei tagliagole, che è bene sapere chi sono prima di accoglierli a braccia aperte! Vedi Siria!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.