società

Bimbo di due mamme, lo sconcerto di Federvita

 

La sezione umbra tuona contro il recente atto amministrativo del Comune. 'La crisi delle nascite non si combatte di certo fabbricando bambini in provetta o inventando nuovi pseudo diritti che ne schiacciano altri'

 

“Mi chiamo N., ho otto anni, voglio bene a tutte e due le mie mamme. I miei compagni di scuola hanno anche loro genitore 1 e  genitore 2, però uno è il papà e una è la mamma. Oggi ho trovato un disegno bellissimo fatto da una delle mie mamme da bambina: teneva per mano un uomo ed una donna. C’era scritto papà sull’uomo e mamma sulla donna. Che cosa significa papà? Sono confusa. Mi piacerebbe tanto averlo anche io".

Sfogo immaginario ma verosimile: i bambini si pongono le domande, sono esigenti e non si può mentire loro. Nessuna euforia, dunque, per il riconoscimento anagrafico delle due mamme al Comune di Spoleto. Federvita Umbria esprime tutto lo sconcerto degli associati e la forte preoccupazione delle famiglie umbre per il recente atto amministrativo del Comune di Spoleto. “I bambini hanno diritti innegabili quali nascere da mamma e papà ed avere un rapporto con entrambi, diritto riconosciuto anche in caso di separazione e adozione. Tali diritti inalienabili devono essere posti al di sopra di ogni rivendicazione da parte degli adulti”.

Federvita Umbria, inoltre, ricorda i dati preoccupanti sulla denatalità. “Tra il 2008 ed il 2024 si registra un crollo verticale, che ha pochi eguali nel panorama europeo. In Umbria, nello stesso periodo, si è scesi da 8.271 a 4.725: una riduzione di oltre il 42 per cento, significativamente più marcata di quella nazionale, che si aggira intorno al 36 per cento (Dati AUR - Agenzia Umbria Ricerche). La crisi delle nascite non si combatte di certo fabbricando bambini in provetta o inventando nuovi pseudo diritti che ne schiacciano altri (di chi non può parlare, spesso..) ma incoraggiando le nascite e promovendo la famiglia costituzionalmente riconosciuta per favorire la costruzione della civiltà dell’amore”.

Come? “I nostri CAV - Centri aiuto alla vita - sono da 50 anni amorevolmente accanto alle donne ed alle famiglie, fungendo da strumento di sussidiarietà laddove gli enti locali non riescono ad arrivare. I bambini sono il nostro futuro e quello di tutta la società, non la soddisfazione privata di desideri di maternità surrogata ed egoisticamente interpretata. Le adozioni, anche a distanza, di bambini poveri o minacciati dalle bombe in quest’epoca tormentata ci sfidano ulteriormente sui modi in cui ognuno ed ognuna può essere chiamato a soddisfare i desideri di bene che ogni essere umano di qualunque fede, tendenza o provenienza può nutrire nel cuore”.



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I commenti dei nostri lettori

Giorgio

10 mesi fa

Che tristezza questo comunicato

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