società

Riaperture e investimenti: pressing per l'ospedale

 

Le 4 associazioni a tutela del nosocomio sono tornate a farsi sentire: presente alla riunione odierna, svoltasi alla libreria 'Montagne di Libri', anche il sindaco Sisti. Il 18 luglio incontro in consiglio con il nuovo direttore generale dell'Usl Umbria 2

 

Le interlocuzioni con la Regione sono state frequenti nelle ultime settimane. Ad aprile, come anticipato su queste colonne, la presidente Stefania Proietti ha avuto modo di visitare l’ospedale e conoscere da vicino il personale operante al suo interno mentre di recente, a Perugia, è andato in scena un altro incontro tra la Governatrice e le 4 associazioni a tutela del nosocomio. Alle parole però, almeno finora, non hanno fatto seguito risultati concreti. Ecco perché il Comitato civico per la salute pubblica e l'emergenza sanitaria della città di Spoleto e della Valnerina, il Comitato di Strada per la salute pubblica, il Coordinamento per la pace i diritti e la difesa dell’ambiente e lo Spoleto City Forum nella giornata odierna, attraverso una conferenza stampa tenutasi all’interno della biblioteca “Montagne di Libri” in via Busetti, sono tornati a chiedere garanzie in merito alla riattivazione di tutti i reparti del “San Matteo degli Infermi” disattivati nel 2020, a partire dal Punto Nascite.

“Nessuna città ha mai subito una mortificazione simile a quella riservata in questi 5 anni a Spoleto. C'è stato - ha affermato Leonello Spitella del Forum - un depauperamento dei servizi essenziali evidente agli occhi di tutti che ha creato problematiche anche agli ospedali di Foligno e Terni. Abbiamo quindi chiesto, con forza, di conoscere i tempi e i modi previsti per arrivare alla riapertura. Per quanto riguarda il Punto Nascite, Proietti appare orientata a chiedere una deroga: attendiamo sviluppi”. Novità, in tal senso, potrebbero arrivare il 18 luglio: in quel giorno, infatti, il nuovo direttore generale dell’Usl Umbria 2 (la cui nomina è prevista a breve) incontrerà il consiglio comunale per fare il punto della situazione.

L’auspicio è che arrivino le risposte sperate. “Le promesse fatte da Donatella Tesei non sono state mantenute: anzi - ha spiegato l’ex sindaco Umberto De Augustinis, rappresentante del comitato civico per la salute pubblica e l'emergenza sanitaria di Spoleto e della Valnerina - ha emanato atti che sono andati nella direzione opposta. Spoleto deve essere mantenuta viva: se andiamo a togliere la fonte di questa vitalità, cosa ne resterà? Il rischio che diventi un borgo, purtroppo, esiste. Molti non lo vogliono capire ma, così facendo, non fanno il bene della città”. Dello stesso avviso Aurelio Fabiani di Casa Rossa. “Non molleremo di un millimetro. Vogliamo risposte concrete: le promesse fatte in campagna elettorale vanno mantenute. Spoleto merita rispetto”. Presente anche Francesco Giannini. “Le oltre 10 mila firme raccolte testimoniano quanto sia ritenuto importante il ripristino di tutti i servizi. Fino a quando non inizieremo a vedere azioni concrete, non ci fermeremo”.

All’appuntamento odierno è intervenuto pure il sindaco Andrea Sisti, che ha garantito “massimo” impegno nella battaglia in favore dell’ospedale. “Spoleto ha bisogno del suo nosocomio per mantenere una certa appetibilità. Bisogna renderlo una delle eccellenze della rete ospedaliera umbra e fare investimenti. Quelli legati al Pnrr sono in forte ritardo: il progetto per il potenziamento del Pronto Soccorso, ad esempio, è fermo e non possiamo permettercelo. Per quanto riguarda il Punto Nascite, in passato ho chiesto all’ormai ex direttore generale Massimo de Fino quanto costava il reparto per capire l’entità del risparmio: sono emerse cifre minime, a fronte di un servizio di prossimità fondamentale per la collettività. Bisogna creare le condizioni affinché nella nostra città ci si possa trasferire. Se ragioniamo con le logiche del mercato e della produttività, non stiamo perseguendo l’interesse pubblico, delle persone più fragili”.



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I commenti dei nostri lettori

Mr Brown

10 mesi fa

Superata la fase dell'emergenza COVID, l'ex presidente della Regione Donatella Tesei ha iniziato non certo l'opera di ristrutturazione del San Matteo degli Infermi ma quella di destrutturazione del nosocomio spoletino. Nessuno, tranne gli addetti ai lavori, si è accorto che lo scambio di dirigenti medici di presidio è stato un regalo gigantesco in favore di Foligno. Che ha preteso lo spostamento di una professionista di altissimo livello e competenza come Orietta Rossi in cambio di una come Letizia Damiani che non aveva mai diretto un vita sua un presidio ospedaliero. Ora, tra l'organizzazione di un ospedale e l'allestimento di uno dei tanti rinfreschi che si sono succeduti in questo ultimo anno, ce ne corre parecchio. I comitati dovrebbero pretendere un cambio di marcia deciso nella direzione del presidio ospedaliero. L'attuale dirigente sanitaria Damiani è stata messa a Spoleto per sovrintendere alla chiusura definitiva del San Matteo degli Infermi e non certo al suo rilancio. I comitati e associazioni varie che sono sorte a difesa dell'ospedale debbono battere un colpo su questo argomento chiedendo a gran voce il ritorno a Spoleto della ex dirigente medico, Orietta Rossi. Altrimenti sarà come abbaiare alla luna.

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