politica

Sotto esame i conti delle Farmacie comunali

 

Emerse spese legate al pernottamento in alberghi a 4 stelle, all’acquisto di smartphone di ultima generazione e per consulenze relative al piano industriale

 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei consiglieri di “Alleanza Civica” Alessandra Dottarelli e Gian Marco Profili relativo alle Farmacie Comunali dii Spoleto.

"Durante il Consiglio comunale dei giorni scorsi ci è stato presentato il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2026-2028. Ancora una volta, come già accaduto negli anni precedenti, non vi è traccia alcuna nel documento della volontà di apportare modifiche statutarie alle Aziende Farmacie Comunali Spoleto, nonostante le procedure sono state avviate dall’ex Amministratore Unico con il benestare del Sindaco Sisti. Ricordiamo che le modifiche statutarie sono prerogativa del Consiglio comunale, ma l’assenza totale di informazioni al riguardo nel DUP rappresenta l’ennesimo segnale di disprezzo istituzionale da parte del Sindaco nei confronti dell’organo consiliare, che quindi non è stato mai messo a conoscenza di questa decisione. A poco servono le giustificazioni di una qualche generica traccia nell'ultimo piano di razionalizzazione delle società partecipate.

Come gruppo di Alleanza Civica, abbiamo più volte negli ultimi tempi segnalato criticità nella gestione delle Farmacie comunali di Spoleto, soprattutto durante il mandato dell’ex Amministratore Unico Franco Silvano Toni di Cigoli, nominato direttamente dal Sindaco Sisti.

Una gestione che riteniamo inefficiente, opaca e fin troppo dispendiosa, che ha prodotto spese a carico della collettività. Dalla documentazione finora acquisita – e su cui intendiamo proseguire l’accesso – emergono fatti secondo noi gravi:

- Frequenti spese per ristoranti stellati e non

- 21 soggiorni in 15 mesi in alberghi di lusso 4 stelle a Roma

- Tablet e smartphone di ultima generazione (iPhone 16 Pro Max, iPad Pro) noleggiati per un valore di circa 10.000 euro, alcuni dei quali assegnati a una società esterna di consulenza.

- 26 buoni pasto mensilmente percepiti dall’ex amministratore unico, oltre ai costi per pranzi e colazioni fino a 230 euro.

- Contributi a giornali ed eventi per circa 8.000 euro.

- Acquisto di vasi “antichi” del valore dichiarato di 12.000 euro, senza perizie o certificati che attestino il reale valore degli stessi.

- Oltre 28.000 euro per consulenze su un piano industriale (generico e fantasioso) mai approvato né discusso dal Consiglio comunale, che tiene conto di modifiche statutarie mai approvate

- Altri 28.000 euro spesi per l’adeguamento al D.Lgs. 231/2001, con progetti mai effettivamente realizzati, nonostante scadenze fissate dallo stesso Sindaco in Assemblea dei soci.

In totale, si stima che l’ex amministratore (oltre all’indennità stabilita) abbia speso in media circa 1.000 euro al mese in rimborsi tra pasti, alloggi e benefit, con l'avallo – esplicito o implicito – del Sindaco e della Giunta. Queste spese sono in linea con il tetto fissato per le indennità degli Amministratori in società a partecipazione pubblica?

Grave e inaccettabile è il comportamento del Sindaco Sisti, che non solo non ha vigilato, ma ha concesso una manleva amministrativa e contabile all’amministratore nell’assemblea di chiusura mandato, malgrado fosse a conoscenza di alcune anomalie già da aprile. Stesso atteggiamento avuto dalle Assessore Renzi, Albertella che, ciascuna per le singole competenze e deleghe, sono risultate direttamente o indirettamente coinvolte nella omessa vigilanza e nella approvazione di alcuni verbali delle assemblee con ratifica di queste decisioni.

Una situazione che – lo ribadiamo con forza – impone una riflessione urgente sul piano politico e morale, se non anche su eventuali profili di altra natura.  La Corte dei conti in passato, al fine della giustificazione dell'interesse pubblico nel mantenimento della società, chiedeva di verificare azioni concrete di vantaggi anche sociali per la comunità spoletina. Bene queste risorse, sicuramente sono state sottratte anche a questo. Continueremo ad agire nelle sedi istituzionali e, se necessario, valuteremo anche azioni formali a tutela dell’interesse pubblico. Per questo ultimo aspetto siamo convinti che il Responsabile Anticorruzione del comune abbia compiuto già tutti gli atti di sua competenza.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, oggi suona come una presa in giro leggere sulla proposta del piano industriale redatto che: " I cittadini di Spoleto avranno la certezza di come ogni denaro speso nella farmacia di comunità, al netto dei costi diretti, tornerà alla Comunità stessa in termini di vantaggi, assistenza e salute”. Chiediamo che il Sindaco come fatto in Consiglio comunale di valutare le dimissioni immediate sue e dell’intera Giunta comunale, per rispetto della città, dei cittadini, e dei principi fondamentali di trasparenza, e buona amministrazione".



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I commenti dei nostri lettori

Curiosa

6 mesi fa

Ci fosse, uno che non si approfitta! Che tristezza

Cittadino Spoletino

6 mesi fa

Mi domando come mai questo gravissimo accaduto stia passando come un qualcosa di normale... Siamo veramente rassegnati all'idea che chi riveste un ruolo all'interno della PA e' spesso portato a trarne interessi personali? Veramente siamo al punto che uno scandalo di questo tipo non fa più notizia? Possibile che le autorità non si sentono in obbligo di dare un segnale esemplare!?!?

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