società

Italia Nostra Spoleto contro gli impianti eolici

 

Chiesto l'immediato ritiro dei progetti illustrati, di recente, a Ferentillo. 'L'azienda proponente ignora le criticità sollevate da cittadini e istituzioni locali'

 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Italia Nostra Spoleto riguardante l’assemblea pubblica “Salviamo la Valnerina” tenutasi a Ferentillo lo scorso 12 ottobre.

“La sindaca Elisabetta Cascelli ha annunciato con toni alquanto trionfalistici che Fred Olsen avrebbe deciso “al 99%” di realizzare le opere di connessione del progetto eolico “Energia Montebibico” - impianto di accumulo, cabina elettrica e stazione di trasformazione - non più nella piana di Ferentillo, bensì a Spoleto, presentando la notizia alla platea come un grande risultato a favore del piccolo comune.

In realtà questa affermazione non trova alcun riscontro concreto. Innanzitutto, non è mai esistito un progetto ‘preliminare' che prevedesse la realizzazione di un impianto di accumulo a Spoleto. La connessione alla rete elettrica del progetto ‘Energia Montebibico’ è stata richiesta da Fred Olsen a Terna (Trasmissione Elettrica Rete Nazionale)  nell’ambito della cosiddetta Soluzione Tecnica Minima Generale, dove in effetti suggeriva inizialmente l'allaccio presso la cabina di Spoleto. È stata però Terna che, sulla base delle proprie analisi di rete e delle numerose richieste di connessione pervenute nell’area, ha individuato Ferentillo come punto di connessione ottimale, ubicazione sulla quale si è poi appoggiata la richiesta di autorizzazione Via della proponente Fred Olsen.

In secondo luogo, anche nelle sue controdeduzioni pubblicate sul sito del Mase, la società ha espresso soltanto una disponibilità generica a considerare alternative di localizzazione, senza però indicare alcun sito specifico: non esiste perciò al momento alcuna traccia di un progetto alternativo già depositato per Spoleto. La scelta del punto di connessione spetta infatti esclusivamente a Terna, in base alle esigenze della rete elettrica nazionale.

Con l'occasione va ricordato che un'altra soluzione, fattibile e decisamente migliore per tutti, era già stata indicata dai comitati locali, in particolare dal comitato ‘Noi amiamo Ferentillo’: il sito della Centrale Elettrica di Villavalle, situata in un’area già compromessa da infrastrutture esistenti (tra discarica, Strada Statale 79bis ed edifici abbandonati), proposta che è stata tuttavia ignorata da Fred Olsen anche nelle sue controdeduzioni. Occorre però precisare che qualsiasi modifica della soluzione di connessione richiederebbe una nuova STMG da parte di Terna e comporterebbe per Fred Olsen un oneroso e complesso aggiornamento della documentazione progettuale.

Riguardo a Spoleto, sembra comunque improbabile che la cabina primaria di via dei Filosofi sia tecnicamente idonea ad accogliere tale carico supplementare, ma certo una simile localizzazione sarebbe dal punto di vista ambientale e sociale inaccettabile: l’area, tra abitazioni private, condomini e attività commerciali (tra cui una rivendita edile e un McDonald’s), è densamente urbanizzata e la presenza di un impianto di accumulo, di una stazione di trasformazione e del relativo elettrodotto in un contesto così popolato solleverebbe gravi criticità legate all’elettrosmog.

La notizia di una possibile delocalizzazione della stazione di connessione a Spoleto, così come dichiarato da qualcuno, si baserebbe quindi sul nulla, unicamente su arbitrarie interpretazioni prive di fonti verificate: ogni eventuale variazione è subordinata a valutazioni tecniche e procedurali molto complesse e comunque sempre documentate e non vi è al momento un atto formale né alcuna decisione definitiva da parte di Terna o di Fred Olsen.  Noi di Italia Nostra riteniamo perciò assolutamente indispensabile che le istituzioni non solo informino in maniera tempestiva e trasparente le comunità locali sui fatti che le riguardano ma anche che comunichino i fatti con rigorosa correttezza, soprattutto quando si tratta di temi così delicati per il territorio e per la partecipazione democratica dei cittadini.

Infine, a proposito delle controdeduzioni espresse da Fred Olsen per i progetti “Energia Montebibico” ed “Energia Valnerina” – recentemente depositate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – dobbiamo dire che esse, più che una risposta concreta e puntuale alle numerosissime “osservazioni” avanzate dalle istituzioni locali, dalle associazioni e dai cittadini, ci appaiono un mero esercizio di legittimazione procedurale, essendo stata ignorata nel merito la gran parte delle criticità:

- mancano fotoinserimenti da numerosi centri storici abitati e punti panoramici;

- lo studio archeologico è approssimativo e ignora emergenze note di beni culturali tutelati;

- la valutazione faunistica è incompleta, basata su un monitoraggio appena avviato;

- gli usi civici sono negati con una perizia ancora non resa pubblica;

- la viabilità di cantiere e di esercizio — con strade da ampliare su pendii impervi e profonde fratture sulla montagna — rappresenta uno scempio ambientale e paesaggistico, aggravato dalla totale assenza di analisi idrogeologica e geotecnica in aree già segnalate come a rischio frana.

Insomma, non si tratta di 'spostare il danno da Ferentillo a Spoleto’, ma di dire no a un modello di transizione energetica industriale imposto dall’alto e disegnato da multinazionali unicamente per il profitto, a discapito del paesaggio e delle comunità. Diciamo invece sì alle energie rinnovabili diffuse, con opere in piccola scala, concertate con le comunità, integrate nel territorio e con benefici reali per chi ci vive. Per questo chiediamo il ritiro dei progetti ‘Energia Montebibico’ ed ‘Energia Valnerina’”.



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I commenti dei nostri lettori

Roberta Privitera

6 mesi fa

Uno dei motivi per l'attentato di ieri sera a Sigfrido Ranucci potrebbe essere proprio l'argomento sull'eolico che avrebbe trattato -e spero lo faccia, a maggior ragione- nella prossima puntata di Report. Questo dà la dimensione degli interessi criminali legati a questa finta energia green e della necessità di un'opposizione forte e più ampia possibile per fermare questa deriva prima che sia troppo tardi.

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