La Scienza in Tasca

Plutone: un piccolo mondo ghiacciato ai confini del Sistema Solare

 

Dalla scoperta nel 1930 al sorvolo di New Horizons: un pianeta nano che ridefinisce i confini del nostro Sistema Solare

 

Ai confini del Sistema Solare, oltre Nettuno, l’ultimo gigante gassoso, si trova una fascia di asteroidi chiamata cintura di Kuiper. Oltre agli asteroidi, nella cintura di Kuiper sono presenti anche dei pianeti definiti “nani”: sono abbastanza massivi affinché la gravità li modelli in modo da avere una forma sferica, ma non abbastanza da dominare gravitazionalmente la loro orbita. Per far sì che un pianeta venga definito tale, infatti, deve rispettare diversi criteri, tra cui quello di essere l’oggetto che domina il suo vicinato da un punto di vista gravitazionale. Ciò significa che, nei suoi dintorni, devono esserci solo oggetti con una massa molto inferiore e che siano legati a lui. Ad esempio nelle vicinanze della Terra esiste solo la Luna e pochi altri oggetti che periodicamente vengono catturati da lei, perché appunto la sua gravità riesce a “sgombrare l’orbita”.
Uno dei pianeti nani della cintura di Kuiper è Plutone.

Plutone è infatti un corpo celeste ghiacciato ai confini del Sistema Solare. Il suo moto intorno al Sole è diverso da quello degli otto pianeti del Sistema Solare: durante il suo anno, pari a 248 anni terrestri, la sua orbita si incrocia per circa 20 anni con quella di Nettuno - senza che i due corpi si scontrino mai-, ed inoltre ha una forma molto più allungata rispetto a quella degli altri pianeti.

Scoperto il 18 febbraio 1930 da Clyde Tombaugh all'Osservatorio Lowell, ha un diametro di circa 2370 km, quindi inferiore a quello della Luna, e si pensa possegga un nucleo roccioso-metallico circondato da un mantello di ghiaccio d'acqua. A partire dal 2006 è stato classificato come pianeta nano dall'Unione Astronomica Internazionale, dopo essere stato considerato il nono pianeta per 76 anni.

La sua superficie è un mosaico di ghiacci di azoto, metano e monossido di carbonio, con temperature tra -238 e -228 °C. Possiede un'atmosfera tenue, composta al 98% da azoto con tracce di metano e CO, che si sublima dai ghiacci quando si avvicina al Sole e gela di nuovo nel perielio. Ha cinque lune confermate: Caronte, il cui diametro è circa la metà di quello di Plutone, e le piccole Nix, Hydra, Kerberos e Styx, con diametri tra i 20 km e i 100 km, scoperte tra il 2005 e il 2011 dal telescopio spaziale Hubble.

La missione New Horizons, lanciata a gennaio 2006, ha sorvolato Plutone il 14 luglio 2015 a circa 12.500 km di distanza dalla superficie, rivelando un mondo inatteso: pochi crateri, un flusso glaciale lungo 400 km e calore interno residuo dalla formazione o decadimento radioattivo che potrebbe mantenere un oceano globale di acqua liquida salata sotto la crosta. Queste rivelazioni espandono la visione del Sistema Solare: Plutone, residuo primordiale, testimonia collisioni antiche, come quella con Caronte avvenuta 4 miliardi di anni fa, e processi dinamici estremi, ispirando missioni future come potenziali ritorni.

Immagine: Plutone in colori enfatizzati di rosso, bianco e beige. Vicino al centro dell'immagine si distingue una formazione a "cuore". La superficie del pianeta nano è caratterizzata da crateri di varie dimensioni. Questa immagine è stata scattata dalla sonda New Horizons durante il suo sorvolo nel 2015. (Credit: NASA/APL/SwRI)



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I commenti dei nostri lettori

Simo

3 mesi fa

Grazie dottoressa Cicillini, per questo viaggio nello spazio e nel tempo!

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