società

'L'ospedale non sia succursale di Foligno'

 

Lo Spoleto City Forum torna alla carica dopo le ultime indiscrezioni relative al piano sanitario regionale. Attesa per l'incontro richiesto alla presidente della Regione Proietti

 

Mentre il City Forum attende il colloquio chiarificatore richiesto alla presidente della Regione con delega alla sanità Stefania Proietti, “si incrociano informazioni contraddittorie sul destino delle strutture ospedaliere umbre” sintetizzate “molto genericamente” nelle “Linee strategiche” dell'emendato PSR che sono state diffuse.

“L'impressione è che la filosofia di fondo non riservi grosse novità. Viene ribadito, in particolare che si confermano i cinque Ospedali Dea di I° livello dell'Umbria, tra i quali dovrebbero 'integrare' le loro attività Foligno con Spoleto e Città di Castello con Gubbio-GualdoTadino. Già, ma come? Noi non abbiamo mai detto no alle integrazioni funzionali, ma tanto per essere concreti, un conto è come sembrano intenderle alcuni primari, consapevoli di due Dea, ciascuno coi reparti fondamentali dell'Emergenza-Accettazione e poi complementari nelle Specialistiche, tutt'altro conto come vorrebbero altri sanitari e politici e sindacalisti, che vedono Spoleto come semplice succursale riabilitativa del ‘San Giovanni’ di Foligno e non esitano a scriverlo con sconcertante ristrettezza di vedute”.

Spoleto City Forum è pronto a discutere “ragionevolmente di risorse professionali ed economiche utilizzate a rete tra i vari nosocomi: ma forse possiamo partire dal sentire che mancano fondi per ostetrici, pediatri, rianimatori e chirurghi a Spoleto mentre si devono spendere decine di milioni per mettere in relativa sicurezza l’Ospedale di Foligno con somme allucinanti al giorno per la idrovore che drenano acqua dal suo sito? Cerchiamo allora di ripartire dall'essenziale, promesso in campagna elettorale: si riattivino subito nel Dea di Spoleto Punto Nascita e Pediatria; si strutturino, con personale e posti letto adeguati, chirurgia e medicina per acuti ed urgenti, oncologia, cardiologia piena e non solo riabilitativa, traumatologia, urologia  e diagnostiche avanzate. Poi si lavora equamente per tutte le Specialistiche, ripartendole razionalmente tra Foligno e Spoleto-Valnerina con serie economie e soprattutto beneficio popolare per tutto il centro Umbria, anzi essere di aiuto anche ai versanti perugino, Media valle del Tevere e Ternano. Solo questo può essere un passo avanti virtuoso sul cammino del Nuovo Piano Sanitario Regionale”.



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