società
'Il dialogo impossibile tra giovani e adulti' analizzato da Pierotti
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'Il dialogo impossibile tra giovani e adulti' analizzato da Pierotti
Il volume scritto dalla psicoterapeuta verrà presentato nel Salone d'Onore della Bonifica Umbra
Sarà il Salone d'Onore della Bonifica Umbra, in via Arco di Druso, ad ospitare venerdì 30 gennaio alle ore 16 la conferenza di presentazione del libro “Dialoghi impossibili tra giovani e adulti” scritto dalla psicoterapeuta Francesca Pierotti. All’appuntamento, insieme all’autrice, interverranno l’assessore alla formazione e al sociale Luigina Renzi, la presidente dell’associazione “Amici di Spoleto” Simone Marucci e Mario Lucidi, già dirigente scolastico. L’incontro è promosso dall’associazione Amici di Spoleto con il sostegno della Fondazione Carispo e della Fondazione “Francesca, Valentina e Luigi Antonini”.
“Il percorso di strutturazione identitaria dei giovani adolescenti oggi è molto difficile poiché ad essere cambiato è anche il modo di educare. Risultato: genitori e figli dialogano sempre meno. L’autrice - si legge nella descrizione del volume, disponibile sul sito dell'editore - si rivolge a tutti coloro che vivono a contatto con le domande dell’adolescenza: genitori, insegnanti, educatori. Il modo di educare e di comunicare tra le generazioni è profondamente cambiato: negli ultimi decenni si sono trasformate le coordinate della genitorialità; i rapporti sono spesso mediati dalle nuove tecnologie e per i giovani è diventata essenziale la costruzione di un nuovo sé social; il corpo reale e concreto è escluso dalle relazioni e allo stesso tempo si fa portavoce di un disagio profondo, come nel caso dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Proprio dal lavoro terapeutico svolto sui disturbi alimentari nasce questo libro: ricco di testimonianze dirette di giovani pazienti e dei loro familiari, si rivolge sia ai ragazzi e alle ragazze che stanno affrontando il difficile compito di 'diventare grandi' e il cui disagio fatica ad esprimersi con le parole, sia a tutti coloro che, a vario titolo, si relazionano con loro. L’autrice cerca di rispondere ai mille interrogativi che pervadono il mondo dei ragazzi, ma anche degli adulti (siano essi genitori o insegnanti), offrendo loro le coordinate per costruire il discorso mancante tra le generazioni: tra queste, la scrittura terapeutica si rivela lo strumento di cura, di relazioni e di espressione in grado di trasformare il malessere in parole, aprire così il varco della solitudine consentendo l’incontro concreto con l’altro”.
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