Opinioni
Ercolani: il DM70 vale solo per Spoleto
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Ercolani: il DM70 vale solo per Spoleto
L'esponente dell'Associazione SanMatteo sul tradimento delle 10mila firme per il punto nascite
Nel momento in cui la Giunta Proietti si accinge a tracciare il suo PSR, balza agli occhi il fatto che, per la Regione, le norme del mitico DM70, quello che definisce i criteri qualitativi e quantitativi della rete ospedaliera, devono valere solo nei confronti dell’Ospedale di Spoleto!
Esaminiamo nei particolari le “disposizioni” del Decreto: un Ospedale DEA di 2° livello deve avere un bacino di utenza fra i 600 mila abitanti (minimo) e un milione e 200 mila (massimo). Per cui, nella nostra Regione, potrebbe essercene solo uno (e non già due). I DEA di 1° livello, poi, sono previsti dal DM per non meno di 150 mila abitanti (minimo 150 mila , massimo 300 mila): se tanto ci dà tanto, nessuno dei cinque, oggi esistenti alle nostre latitudini, sarebbe di conseguenza “giustificato” .
Il fatto è che questi astratti dimensionamenti, in buona parte frutto di ragioni finanziarie, non vincolano il potere discrezionale delle Regioni, potere che, nella materia sanitaria, è ampiamente decisivo e viene infatti azionato, come è giusto che sia, a seconda delle caratteristiche e delle esigenze dei territori.
Per cui ci spiace molto, e ci amareggia, rilevare che in Umbria, sia per il governo Tesei-Coletto e sia anche per quello attuale Proietti-Bori, soltanto il “San Matteo” di Spoleto deve essere mutilato ai sensi del DM 70.
Al dunque esso è stato privato di decine e decine di posti letto, di funzioni basilari, di intere Aree assistenziali, di Strutture complesse e di Primariati, nonché di centinaia di posti di lavoro qualificati! Tutto questo non solo non cancellando, disattendendo così quanto solennemente promesso in campagna elettorale dalla coalizione Proietti e PD, il “nefasto” Progetto Terzo Polo, che rende, nei fatti, il nostro SanMatteo una mera “dependance” dell’Ospedale di Foligno, ma, addirittura, applicandolo in maniera ancora più “dannefice”.
La qual cosa, resa possibile, e facile, dal fatto che il Comprensorio Spoleto Valnerina non ha tutele reali in Regione, dove, anzi, pare che, nel tempo, siano diventati tutti “sordi” alle richieste degli oltre 10 mila cittadini che hanno depositato le loro democratiche ed autentiche firme, permetterà alla nuova Direttrice regionale della Sanità, dottoressa Daniela Donetti, di dirci che ha fatto risparmiare milioni e milioni di euro al Sistema sanitario umbro.
Si legga l’emanando PSR e poi, se non cambiano le direttive della Regione, i Piani Attuativi Locali, e vedrete che è così.
I politici locali, veri complici di tutta questa ingiustizia, hanno peraltro dovuto prendere atto che è anche grazie alla loro inerzia che il Comitato Regionale Nascita ha infine deciso di non decidere. Diciamocelo francamente: la storia avrebbe avuto quasi certamente un altro corso se, fin dall’inizio, chi ci rappresenta si fosse adeguatamente (ed energicamente) mosso per contrastare lo smantellamento del San Matteo.
Rilevato perciò che, oggi come oggi, resta solo il nostro coerente Associazionismo cittadino a battersi per il diritto della popolazione ad un vero Ospedale DEA, c’è solo da chiedersi con quale coraggio i politici in carica potranno ripresentarsi di qui a pochi mesi a chiedere il voto agli elettori.
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I commenti dei nostri lettori
Voce di frontiera
2 mesi fa
Occorre una mobilitazione permanente ed efficace. Diciamo NO ai barbari della politica umbra. Valorizziamo la coesione fra le forze autentiche che credono nella difesa della dignità della nostra Città.
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