cronaca

Piedipaterno celebra i suoi martiri del nazifascismo

 

A 82 anni dalla strage, cerimonia solenne venerdì 3 aprile alle 10.30. Per non dimenticare

 

Ci sono luoghi in cui la memoria non è solo racconto, ma presenza viva. Piedipaterno è uno di questi: un borgo segnato per sempre dalla violenza della mattina del 3 aprile 1944, quando otto giovani vennero catturati dai nazifascisti e fucilati, lungo una strada che ancora oggi ne custodisce il ricordo.

Una ferita ancora aperta quella della comunità di Piedipaterno, che si prepara a commemorare le vittime nella giornata del 3 aprile 2026, alle ore 10.30.

L’appuntamento è in Via Roma, dove i cittadini, istituzioni e associazioni si ritroveranno per rendere omaggio alle vittime di uno degli episodi più drammatici della storia locale.

La commemorazione, promossa dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia insieme al Comune di Vallo di Nera, rappresenta uno dei momenti di riflessione collettiva su un episodio che ha segnato profondamente il territorio e la memoria della Valnerina.

Quel mattino del 3 aprile del 1944, in località Pianarotte, nei pressi di Piedipaterno, i giovani catturati dai nazifascisti furono condotti sul ciglio della strada statale della Valnerina, fatti allineare e fucilati. I loro corpi vennero lasciati sul posto come monito alla popolazione dei paesi vicini: un atto di violenza che testimonia la brutalità dell’occupazione e della repressione in quegli anni.

A distanza di ottantadue anni, il ricordo di quella strage resta vivo grazie anche all’impegno dell’ANPI, associazione nata nel 1944 durante la Resistenza per riunire i partigiani che si opposero al nazifascismo. Oggi l’associazione continua a svolgere un ruolo fondamentale nella tutela della memoria storica e nella promozione dei valori democratici sanciti dalla Costituzione.

Iniziative come quella di Piedipaterno rappresentano non solo un’occasione in più per rendere omaggio alle vittime ma assumono anche forte valore civile e educativo. Ricordare significa trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza di quanto accaduto, affinché tragedie simili non si ripetano e venga preservato il patrimonio di libertà conquistato con la Resistenza.

La cerimonia del 3 aprile si inserisce proprio in questo percorso di memoria condivisa, confermando l’importanza di mantenere vivo il legame tra passato e presente attraverso momenti pubblici di commemorazione e partecipazione.



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