cultura e spettacolo

Spoleto 69, il Festival dei Due Mondi riparte dalle radici di Menotti

 

Presentata a Roma la nuova edizione. Dal 26 giugno al 12 luglio oltre cento spettacoli tra opera, musica, danza e arti visive

 

Un ritorno alle origini per guardare al futuro. È nel segno delle "Radici" che si fonda la 69esima edizione del Festival dei Due Mondi, a Spoleto dal 26 giugno al 12 luglio 2026.

Il programma, presentato questa mattina - martedì 28 aprile - nel Salone Pietro da Cortona di Palazzo Barberini a Roma, annovera un ventaglio di oltre 100 spettacoli, con ben sette prime mondiali, nove produzioni originali, prime europee, più di mille artisti, settanta compagnie provenienti da ventotto paesi, e tutto questo in soli diciassette giorni.

Il Festival nel segno di Menotti

Il claim scelto per questa edizione - "In the bel bezzo of everything" - intende raccontare l'identità stessa del Festival, immaginato dal suo fondatore Giancarlo Menotti come spazio di incontro tra linguaggi artistici e culture diverse.

Proprio a partire dall'eredità di Menotti si aprirà il cartellone con Vanessa di Samuel Barber, in scena al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti il 26 e 28 giugno. Non solo apertura e chiusura, ma tutta l'impalcatura del Festival sarà in stile menottiano "e non poteva essere diversamente per un Festival che ha Radici come tema", precisa il nuovo direttore artistico Daniele Cipriani. 

Tra gli omaggi al fondatore, il 7 luglio si terrà la Maratona Menotti, proprio nel giorno del compleanno del compositore: ventiquattro ore di concerti eseguiti sul pianoforte del maestro da oltre 20 giovani musicisti provenienti dalle più prestigiose accademie e conservatori italiani.

"Radici": memoria e nuove prospettive

“Ho voluto dare a Spoleto 69 quel duplice sguardo - racconta Cipriani in merito alla sua visione - un’edizione che guarda in direzione del suo passato e contemporaneamente in direzione del suo futuro, un Festival dei Due Mondi sospeso tra un mondo e un altro, in equilibrio tra tradizione e sperimentazione”.
A rendere il progetto realtà è stata una squadra di altissima qualità ed enorme talento che si è pensata come un’impresa edilizia culturale. Tra i molti Cipriani nomina e ringrazia i suoi due consulenti: Beatrice Rana per gli aspetti legati alla musica classica e Leo Muscato per l’opera e la prosa.

Spoleto laboratorio internazionale delle arti

La scelta di Roma per la presentazione sottolinea il legame storico tra la capitale e Spoleto, come evidenzia il direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Thomas Clement Salomon, richiamando la figura di Papa Urbano VIII, prima vescovo di Spoleto.

Una città, Spoleto, che si conferma la più adatta ad ospitare il prestigioso Festival sin dal 1958. "Spoleto ha una straordinaria capacità di accoglienza e molti luoghi informali che diventano spazi di spettacolo ed emozione - afferma il sindaco Andrea Sisti e aggiunge - voglio ringraziarla, la nostra città, nei mesi di giugno e luglio si offre a tutti, diventa amica e un luogo dove tutti noi siamo diversi”.

Link al programma completo: https://cdn.prod.website-files.com/67618c3a444df331ee94f4ec/69e5dd0ee5df374b7f9c195a_Spoleto69_Programma_2026_low.pdf



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