cultura e spettacolo
Femminilità attraverso musica e cultura con il Teatro Lirico Sperimentale e AMMI Spoleto
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Femminilità attraverso musica e cultura con il Teatro Lirico Sperimentale e AMMI Spoleto
Grande emozione al Circolo Clitunno: Didone, Arianna e Medea, donne che non si arrendono
Entrando nelle stanze del circolo Clitunno si respira subito un profumo denso di cultura sedimentata e di conversazioni che hanno lasciato un segno sulle pareti. ''Le donne dell'opera'', nato dalla collaborazione tra il Teatro Lirico Sperimentale e AMMI Spoleto, ha trasformato un pomeriggio culturale in qualcosa di più difficile da definire, non un concerto, non una conferenza, ma quasi una magia che arriva nel profondo.
Ad aprire e chiudere la serata, l'avvocato Roberto Calai, presidente del Teatro Lirico Sperimentale. Una presenza, la sua, che non si limita ad introdurre, ma accompagna e orienta con la naturalezza di chi sa parlare in pubblico e la convinzione di chi crede davvero in ciò che fa.
Ha preso la parola Raffaella Clerici, archivista e responsabile del centro studi ''Belli-Argiris'', la quale ha tracciato una mappa del femminile attraverso tre figure che conoscono tutte l'abbandono, ma scelgono strade diverse per attraversarlo. Didone brucia, Arianna trova il suo modo di rinascere e Medea trasforma il dolore in vendetta con tutto ciò che questo comporta di oscuro e terribile. Tre risposte umane allo stesso trauma.
Lucia Andreini ha dato suono a tutto questo. Nella sua voce, le parole antiche erano prive di quella distanza reverenziale che a volte rende i classici intoccabili. La dottoressa Rita Grifoni, medico e presidente di AMMI Spoleto, ha chiuso il cerchio portando la serata su un territorio inaspettato, quello della medicina di genere, perché il dolore è anche un evento biologico che il corpo delle donne registra in maniera specifica. La scienza che dà ragione alla letteratura.
Ma il momento che ha fatto trattenere il respiro alla sala, per poi farla esplodere in applausi scroscianti, è arrivato con la musica. Due giovani voci accompagnate al pianoforte da Alessandra Valletta, hanno saputo coinvolgere le emozioni con una intensità tale da commuovere gli spettatori.
Gaia Cardinale (soprano) ha portato due brani di Handel: ''Piangerò la sorte mia'' dal Giulio Cesare e ''Lascia c'hio pianga'' dal Rinaldo. La sua voce, sicura e intensa, ha tenuto il pubblico sospeso tra musica e la propria intimità.
Il soprano Benedetta Grasso ha aperto il suo ''Lamento della ninfa'' dai madrigali guerrieri et amorosi di Monteverdi, e la sala si è fermata. La sua voce ha quella qualità rara, piena e delicata insieme, capace di riempire lo spazio senza mai sopraffarlo.
Al termine dell'evento il pubblico non si è accontentato e gli applausi hanno reclamato un bis, che lei ha concesso con la grazia di chi sa che certe voci non si tengono per sé.
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