cultura e spettacolo
Risate in dialetto con “Chi zompa gode e a chi predica je rode”
cultura e spettacolo
Risate in dialetto con “Chi zompa gode e a chi predica je rode”
Al Teatro Caio Melisso applausi e risate per la nuova commedia della compagnia La Traussa, inserita nell’ambito della rassegna Spoleto sul Palco
Al Teatro Caio Melisso Carla Fendi di Spoleto il dialetto torna protagonista con la compagnia La Traussa, che nel pomeriggio e nella serata di ieri - sabato 16 maggio - ha portato in scena la brillante commedia in due atti “Chi zompa gode e a chi predica je rode”, accolta con entusiasmo dal pubblico. Oltre 150 gli spettatori presenti alla rappresentazione pomeridiana delle 17.00, tra risate e applausi che hanno accompagnato tutta la durata dello spettacolo, con una partecipazione altrettanto calorosa anche alla replica serale delle 21.00.
Ambientata in un borgo della campagna spoletina degli anni Cinquanta, la commedia racconta la vita quotidiana che scorre tra canonica, piazza e racconti che passano di casa in casa. Tutto prende avvio quando Assuntina giura di aver visto qualcuno saltare dalla finestra della maestra Celestina: da quel momento il paese si anima di curiosità, supposizioni e piccoli sospetti. Attorno alla figura di Rosetta, figlia zitella al centro delle attenzioni del paese, si muove una comunità vivace fatta di madri attente, nonne sagaci e parrocchiani zelanti, dove le apparenze contano ma i sentimenti trovano sempre la strada giusta.
Con questa nuova produzione, preparata in circa sei mesi di lavoro, La Traussa restituisce con ironia la vivacità di Spoleto, tra religiosità popolare, relazioni di vicinato e dinamiche familiari raccontate nello stile brillante e corale che da sempre caratterizza la compagnia. Il dialetto spoletino diventa così strumento narrativo e identitario, capace di restituire atmosfere, caratteri e modi di dire della tradizione locale, spesso sottolineati anche dalla canzone che accompagna lo spettacolo: “Chi zompa gode, chi predica je rode, la vita è corta, chi non gode more”.
La regia è firmata da Valeria Moncada, con Tania Rosati direttrice di scena e il supporto tecnico di Emilio Sordini e Stefano Liberali. In scena Adio Musco (Don Arduino), Roberta Chiodetti (Caterina), Cristina Curti (Serafina), Eleonora Stia (Rosetta), Angelo Castrica (Filiberto/Gualtiero), Mara Gobbi (Assuntina) e Uliana Locci (Angelica), affiancati dai più giovani interpreti Gioele Chiccarelli (Pinuccio), Matilde Castrica (Betta), Vittoria Castrica (Carletta) e Mattia Chiccarelli (Nanni), figli d'arte, cresciuti tra le quinte insieme ai genitori attori.
"Un applauso alla Traussa, a cui mi lega un grande legame perché è nata con me nel 1995 – ha commentato l’assessore Danilo Chiodetti – È bello vedere che accanto agli attori storici si affiancano nuove leve, preparatissime".
Lo spettacolo è inserito nella rassegna Spoleto sul Palco, che porta sul palcoscenico del teatro cittadino le realtà teatrali del territorio. La rassegna proseguirà il 24 maggio con lo spettacolo “Dall’ogghji al dimane”, dell'associazione Dillettarti, confermando ancora una volta il ruolo del teatro come spazio di incontro, memoria e condivisione per la comunità spoletina.
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