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Seconda Chance sbarca in Umbria: il lavoro per costruire nuove opportunità
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Seconda Chance sbarca in Umbria: il lavoro per costruire nuove opportunità
Alla Casa di reclusione di Spoleto il primo incontro regionale tra detenuti, istituzioni e imprese del territorio
Offrire ai detenuti un’opportunità concreta di reinserimento nella società attraverso il lavoro, creando un ponte tra il mondo penitenziario e quello imprenditoriale. È questo l’obiettivo di Seconda Chance, il progetto nazionale dedicato all’inclusione socio-lavorativa di detenuti ed ex detenuti, protagonista del primo incontro regionale promosso in Umbria ed ospitato nella Casa di reclusione di Spoleto.
L’iniziativa, organizzata da Valentina Sabatini, referente umbra dell’associazione, ha coinvolto oltre trenta rappresentanti del tessuto imprenditoriale della Valle Umbra e del territorio spoletino. Presenti la direttrice dell’istituto penitenziario Bernardina Di Mario, la presidente nazionale di Seconda Chance Flavia Filippi, il vicepresidente Pietro Francia e il consigliere regionale Matteo Giambartolomei.
L’associazione opera in collaborazione con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia e, a livello nazionale, ha già favorito l’inserimento lavorativo di quasi 900 detenuti attraverso accordi con aziende e piccole e medie imprese, promuovendo percorsi di autonomia e inclusione sociale.
"Insieme a Flavia Filippi – ha spiegato Valentina Sabatini – è stato un onore favorire il primo contatto di questa realtà nella nostra regione. L’obiettivo è offrire alla struttura penitenziaria e alle imprese del territorio l’opportunità di guardare con una prospettiva diversa alle possibilità di inserimento lavorativo e di recupero delle persone detenute. È importante ricordare che la detenzione ha come finalità ultima quella della rieducazione e del reinserimento nella società".
Al centro dell’incontro, il valore del lavoro come strumento di riscatto personale e di prevenzione della recidiva. Un tema sottolineato anche dal consigliere regionale Matteo Giambartolomei. "Uno dei principali problemi per chi esce dal carcere – ha dichiarato – è ritrovarsi senza punti di riferimento, spesso senza una famiglia o una rete sociale pronta ad accoglierlo. In queste condizioni il rischio di tornare nel circuito della criminalità è elevato. Offrire un’opportunità lavorativa rappresenta non solo una scelta imprenditoriale, ma un’azione di grande valore sociale. Avere una prospettiva concreta per il futuro aiuta a ricostruire un rapporto positivo con la società e può trasformare il luogo di lavoro in una comunità capace di accogliere e sostenere il percorso di reinserimento".
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