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Il Pd di Spoleto promuove il Festival: ‘Un clima che mancava da tempo’
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Il Pd di Spoleto promuove il Festival: ‘Un clima che mancava da tempo’
Plausi al lavoro del direttore artistico Daniele Cipriani. Il Partito Democratico esprime la propria soddisfazione
Il Partito Democratico di Spoleto traccia un bilancio positivo della 69ma edizione del Festival dei Due Mondi, sottolineando il successo di pubblico e di critica della manifestazione diretta da Daniele Cipriani. In attesa dei dati ufficiali sull’edizione appena conclusa, il Pd evidenzia un generale sentimento positivo che ha attraversato i diciassette giorni del Festival.
“Possiamo constatare con grande soddisfazione che la città è tornata a respirare un clima che mancava da tempo, fatto di fervore e ottimismo da parte degli addetti ai lavori, dei cittadini e delle attività economiche locali” si legge nel comunicato. Secondo il partito, spettacoli, mostre e iniziative culturali hanno riportato vitalità nel centro storico, con una presenza costante di pubblico “anche nei giorni infrasettimanali” e un coinvolgimento che ha interessato l’intera città.
Il Pd rivendica inoltre di aver sostenuto fin dall’inizio la nomina di Daniele Cipriani alla guida artistica del Festival. “La scelta ricaduta su Daniele Cipriani, che noi abbiamo sempre sostenuto, è stata quella migliore”, afferma il partito, ricordando la collaborazione del direttore con il Comune di Spoleto nel 2011 per l’organizzazione dell’Anno Menottiano, in occasione del centenario della nascita di Gian Carlo Menotti.
“Non possiamo dunque che essere soddisfatti e grati a Cipriani per il lavoro svolto in questa 69esima edizione, che ha voluto dedicare al tema delle ‘Radici’”, conclude il comunicato, esprimendo fiducia anche per il futuro: “Siamo certi di aspettarci grandi cose il prossimo anno, quando il Festival taglierà il traguardo dei suoi 70 anni di vita”.
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I commenti dei nostri lettori
Luigi cintioli
15 giorni fa
È il manuale del cinismo politico locale: finché ci sono i voti dei fedelissimi e i soldi dei contribuenti per foraggiare il sistema, le idee nuove diventano un optional inutile, quasi un fastidio che rischia di rompere il giocattolo. La totale mancanza di autocritica fa il resto, trasformando l'immobilismo in un vanto, purché si mantenga la sedia. Luigi Cintioli
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