società
Tari, il fronte delle imprese contro gli aumenti
società
Tari, il fronte delle imprese contro gli aumenti
Confcommercio, CNA, Confartigianato e altre associazioni chiedono trasparenza, confronto con il Comune e l’applicazione della normativa sui rifiuti speciali
Si allarga il fronte delle associazioni di categoria contro gli aumenti della Tari a Spoleto. Dopo l’approvazione delle nuove tariffe da parte del Consiglio comunale, sei organizzazioni imprenditoriali – Confcommercio Spoleto, Federalberghi, Fipe, Consorzio operatori turistici Con Spoleto, CNA Umbria e Confartigianato Area Spoleto Valnerina – hanno diffuso due distinti comunicati, ma con un messaggio comune: gli aumenti del tributo rischiano di mettere ulteriormente in difficoltà il tessuto economico cittadino e manca un vero confronto con le imprese. Le scadenze di pagamento della Tari 2026 erano state fissate dal Consiglio comunale già nella seduta dell’8 giugno.
Confcommercio, Federalberghi, Fipe e Con Spoleto parlano apertamente di “Spoleto, città delle tasse”, denunciando quella che definiscono una situazione paradossale: mentre il numero delle attività economiche continua a diminuire, la pressione fiscale e tariffaria cresce. Le associazioni ricordano di aver chiesto formalmente un’audizione nella commissione comunale competente senza ottenerla e sostengono di aver incontrato nei giorni scorsi l’amministrazione per chiedere chiarimenti, senza però trovare risposte soddisfacenti.
“Abbiamo sopportato quattro anni di aumenti continui per ripianare i debiti creati da VUS prima del 2022”, affermano i rappresentanti delle quattro organizzazioni. Secondo le associazioni, se il Comune parla di incrementi della Tari compresi tra il 5 e il 6 per cento, gli imprenditori registrerebbero rincari effettivi tra il 9 e il 10 per cento, dovuti all’aumento della quota di costo attribuita alle utenze non domestiche.
Altro tema contestato è la conferma delle esenzioni per il terzo settore, “senza distinguere la parte di attività assistenziale da quella che produce business”. A fronte di questi aumenti, le associazioni giudicano inoltre “scadente” il servizio di raccolta rifiuti. Sul tema intervengono anche CNA Umbria e Confartigianato Area Spoleto Valnerina, che oltre a contestare i rincari pongono l’accento sulla mancata applicazione della normativa relativa ai rifiuti speciali. Le due organizzazioni chiedono infatti al Comune di applicare pienamente la legge 147 del 2013, richiamando anche una recente ordinanza della Corte di Cassazione del 2025, secondo cui le imprese non dovrebbero pagare la Tari sulle superfici dove vengono prodotti esclusivamente rifiuti speciali, già smaltiti attraverso ditte autorizzate e a spese delle aziende.
Secondo CNA e Confartigianato, nella pratica le imprese spoletine continuerebbero invece a versare la Tari sull’intera superficie aziendale, finendo così per sostenere un doppio costo: quello per lo smaltimento dei rifiuti speciali e quello per un servizio relativo ai rifiuti urbani che, in quelle aree, non verrebbero prodotti.
Le associazioni chiedono inoltre che il riconoscimento di questa esclusione diventi automatico, evitando alle aziende di presentare ogni anno un’apposita istanza per ottenere un diritto già previsto dalla legge.
Nonostante le forti critiche, tutte le organizzazioni ribadiscono la disponibilità ad aprire un confronto con Palazzo comunale per individuare soluzioni condivise che consentano di contenere il peso della fiscalità locale senza compromettere gli equilibri di bilancio.
“L’impresa rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale per la città – concludono le associazioni –. Continuare ad aumentare tasse e tariffe significa mettere a rischio la competitività del territorio e accelerare un processo di impoverimento che Spoleto non può permettersi”.
Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto
I commenti dei nostri lettori
Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!
Dì la tua! Inserisci un commento.