società

Teatro Nuovo patrimonio Unesco, il riconoscimento diventa un nuovo punto di partenza

 

Tante iniziative per valorizzare il monumento: una buffer zone, ampliamento degli orari di apertura e una collaborazione sempre più stretta tra gli enti culturali

 

L’ingresso del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti nel patrimonio mondiale Unesco è stato celebrato ieri nella Sala XVII Settembre con istituzioni e protagonisti del percorso di candidatura i quali hanno rivolto lo sguardo soprattutto alle responsabilità che accompagnano il riconoscimento. Ad aprire gli interventi è stato il vice sindaco con delega alla cultura Danilo Chiodetti, che ha invitato a considerare il risultato ottenuto non come un punto d’arrivo, ma come l’avvio di un impegno destinato a proseguire nel tempo. “Il patrimonio mondiale appartiene all’umanità”, ha ricordato, sottolineando come il valore del riconoscimento si misuri nella capacità di conservarlo e renderlo vivo ogni giorno.

Giovanni Luca Delogu, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, ha ripercorso il lungo lavoro che ha portato al risultato, nato da una collaborazione costante tra enti. Delogu ha posto l’accento sull’aspetto che “l'Unesco ha riconosciuto non soltanto il progetto originario del teatro, ma anche la sua evoluzione nel tempo. Tra gli elementi più significativi figura la trasformazione del boccascena voluta da Luchino Visconti”. Il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori ha invece inserito il riconoscimento in una prospettiva più ampia: “La cultura non può essere considerata un privilegio riservato a pochi, ma un diritto condiviso, un bene da rendere accessibile a tutti”. In questo contesto ha ricordato anche il ruolo dell’Art Bonus come strumento moderno di mecenatismo.

Lo sguardo sulla storia della città è arrivato con il sindaco Andrea Sisti, che ha ricordato come il Teatro Nuovo fosse nato per rispondere alle esigenze della nuova borghesia dell’epoca, acquisendo così l'aggettivo di ''Teatro Condominiale''. Il primo cittadino ha inoltre annunciato l’istituzione della buffer zone prevista dal dossier Unesco: un’area di tutela che avrà come nucleo centrale l’intero isolato del complesso teatrale e si estenderà da palazzo Collicola alla chiesa di San Filippo.

Un riconoscimento particolare è stato riservato alla dirigente comunale Roberta Farinelli per il lavoro svolto nel percorso che ha portato alla candidatura. Un risultato costruito grazie al lavoro di squadra del dipartimento Cultura. Guardando ai prossimi passi, Farinelli ha annunciato un confronto con la Regione Marche ed il Ministero della Cultura per definire il piano di gestione condiviso del sito seriale. Previsti, inoltre, l’ampliamento degli orari di apertura del Teatro Nuovo ed il rafforzamento delle visite guidate.

Presente alla cerimonia pure il presidente del Teatro Lirico Sperimentale Roberto Calai, che ha auspicato una collaborazione sempre più stretta tra le istituzioni culturali della città, annunciando anche la concessione in comodato d’uso di un pianoforte gran coda Bechstein, affinché possa diventare uno strumento a disposizione della comunità. L’incontro si è chiuso con un fuori programma, un omaggio di due giovani maestri del Teatro Lirico Sperimentale che hanno interpretato “La calunnia è un venticello” dal Barbiere di Siviglia di Rossini, regalando ai presenti un finale che ha ricordato come il valore di un teatro non risieda soltanto nella sua architettura o nella sua storia, ma soprattutto nella capacità di continuare a essere vissuto.



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