cronaca
Aggrediti due agenti della polizia penitenziaria
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Aggrediti due agenti della polizia penitenziaria
Altro episodio di violenza all’interno della Casa di Reclusione. Il Sinappe tuona: 'Situazione inaccettabile, la struttura è precipitata in un declino evidente'
Altro episodio di violenza all’interno della Casa di Reclusione di Spoleto. Come rivelato dal Sinappe, due neo agenti della Polizia Penitenziaria sono stati colpiti con brutale violenza da quattro detenuti appartenenti al circuito Alta Sicurezza. “Uno dei colleghi, appena ventenne e di corporatura esile, ha riportato lesioni gravissime, con 21 giorni di prognosi, trauma facciale e deviazione del setto nasale. Un’aggressione vile, codarda, che rappresenta l’ennesimo segnale di una situazione ormai fuori controllo. una escalation che l’amministrazione ha lasciato maturare I detenuti coinvolti erano già stati destinatari di provvedimenti disciplinari per il possesso di telefoni cellulari. Nonostante ciò, l’Amministrazione ha tollerato per settimane un clima di crescente ostilità, senza adottare le misure previste dalla normativa”.
Secondo il sindacato è “inaccettabile” che “per uno degli aggressori fosse pendente da diverso tempo un provvedimento di 14 bis, richiesto formalmente e motivato dalla sua pericolosità personale e sociale interna, e che tale provvedimento non sia stato emesso dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria”. È inoltre inammissibile che “il detenuto che ha aggredito due ispettori un mese fa non sia stato né trasferito ad altra sede, né sottoposto al 14 bis, nonostante le circolari prevedano chiaramente l’immediato trasferimento e l’applicazione delle misure restrittive in casi di aggressioni al personale”. La situazione attuale, spiega la sigla sindacale, “non è più definibile come ritardo: è inerzia amministrativa, è omissione, è responsabilità diretta di chi non firma, non decide e non interviene.
La Casa di Reclusione di Spoleto è precipitata in un declino evidente, che il Sinappe denuncia da anni. La gestione dei soggetti ad Alta Sicurezza è ormai fallimentare, priva di deterrenza, priva di misure straordinarie, priva di qualsiasi capacità di contenimento. La mancanza di una sezione dedicata all’isolamento e ai casi ad alta criticità, lo sfollamento del circuito Media Sicurezza, l’applicazione tempestiva dei provvedimenti disciplinari ed il trasferimento immediato dei detenuti aggressori ha generato un clima di impunità, nel quale i detenuti più violenti si sentono autorizzati ad alzare il tiro, consapevoli che l’Amministrazione non reagisce con contromisure idonee e soprattutto strutturali”.
Aggredire un giovane agente di 20 anni con tale ferocia, va avanti, “è la prova definitiva che la situazione è fuori controllo e che il personale opera in condizioni di rischio non più tollerabili. Il Sinappe richiama alle proprie responsabilità: la Direzione dell’istituto, il Provveditorato, il DAP e la politica nazionale, che continua a ignorare la crisi del sistema penitenziario. Non è più accettabile che la sicurezza del personale venga sacrificata per inerzia, superficialità o priorità estranee alle reali esigenze degli istituti. Non è più accettabile che provvedimenti urgenti rimangano fermi per una firma mancante. Non è più accettabile che chi aggredisce il personale rimanga nella stessa sezione, libero di reiterare la violenza”.
Il sindacato, di conseguenza, pretende: l’emissione immediata dei 14 bis pendenti, senza ulteriori ritardi o giustificazioni; il trasferimento urgente dei detenuti responsabili dell’aggressione odierna e di quella del mese scorso; l’istituzione immediata di una sezione dedicata all’isolamento e alla gestione dei casi ad alta criticità; lo sfollamento del circuito Media Sicurezza; l'apertura di un’inchiesta sulla Casa di Reclusione per accertare omissioni, ritardi, responsabilità e mancata applicazione delle circolari; il rafforzamento del personale nei reparti più esposti, con assegnazione di agenti esperti”.
Il Sinappe, infine, "esprime piena solidarietà ai colleghi feriti e ribadisce che non accetterà più alcuna inerzia. La CR Spoleto necessita di un intervento urgente, drastico e immediato. La sicurezza degli operatori penitenziari è un valore non negoziabile e non sarà più lasciata nelle mani di chi non firma, non decide e non interviene”.
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I commenti dei nostri lettori
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1 mese fa
Informate la presidente dell'Associazione: Chi difende Caino e il Responsabile dei Diritti dei Carcerati.
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