cultura e spettacolo

'L’abbraccio', rassegna d’arte dei detenuti a Palazzo Mauri

 
 

Esposti oltre quaranta lavori, nati dal progetto del Teatro Lirico Sperimentale con la Casa di Reclusione. La mostra, allestita nella sala delle Rovine, visitabile fino al 28 settembre

 

Colori accesi che si alternano a toni più cupi, collage di carta, materiali diversi che prendono forma in oltre quaranta opere. Entrando nella sala delle Rovine di palazzo Mauri, lo sguardo si muove da un lavoro all’altro seguendo un percorso a fisarmonica che incuriosisce e invita a fermarsi. Dietro ogni creazione, grandi sagome nere a grandezza naturale richiamano simbolicamente la presenza dei loro autori, i detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto che hanno partecipato al progetto artistico promosso dal Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” nell’ambito dell’80esima Stagione.

Ad aprire la cerimonia di'inaugurazione è stato il presidente onorario del Tls Adriano Guarnieri, che ha dichiarato come il Teatro Lirico di Spoleto riesca sempre a sorprenderlo con iniziative straordinarie. Il presidente Roberto Calai, dal canto suo, ha ricordato l’episodio che ha dato origine alla collaborazione con l’istituto penitenziario. Al termine di un incontro dedicato alla musica, infatti, un detenuto avvicinandosi, confidò a lui e al direttore artistico Enrico Girardi: “La musica è la voce di Dio e voi ci avete riportato Dio”. Parole che, ha affermato Calai, sono diventate il fondamento del progetto e vengono ricordate come un vero e proprio mantra. Nel suo intervento ha voluto ringraziare “tutta la squadra del Teatro Lirico Sperimentale”, ripercorrendo i recenti riconoscimenti ottenuti, dal Premio Abbiati alla Targa del Presidente della Repubblica, fino al riconoscimento ministeriale del patrimonio della biblioteca del Teatro, sottolineando come siano il risultato del lavoro condiviso da tante persone.

La dottoressa Raffaella Clerici ha quindi illustrato il percorso che ha portato alla scelta dell’opera destinata a rappresentare la stagione lirica, spiegando come “L’abbraccio” (titolo scelto dagli organizzatori) sia capace di esprimere al meglio, anche dal punto di vista emotivo, i valori del progetto. Nel messaggio letto durante l’inaugurazione, il curatore dell’esposizione Giorgio Flamini, impossibilitato a partecipare, ha sottolineato come “la cultura non può arrestarsi davanti alle mura di un istituto penitenziario, ma deve attraversarle in entrambe le direzioni”. Sono stati rivolti ringraziamenti anche alla dirigente comunale Roberta Farinelli e ad Andrea Duranti per aver accolto la mostra negli spazi di palazzo Mauri, la quale sarà visitabile fino al 28 settembre negli orari di apertura della biblioteca comunale “G. Carducci”.



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I commenti dei nostri lettori

Gianluca

1 mese fa

Mi sento censurato. Se avevo chiesto in un commento non pubblicato se avevate esposte anche le foto dei due giovani Agenti massacrati pochi giorni fa. Due dei tanti ultimamente, purtroppo.

Carlo Neri

1 mese fa

Mi sembra che ci troviamo di fronte ad un evidente conflitto di interessi: Roberto Calai (avvocato) che promuove le attività hobbistiche dei delinquenti (suoi clienti o potenziali tali).

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