La Scienza in Tasca

Presto Mercurio sarà studiato da vicino

 

Il più piccolo e curioso pianeta del Sistema Solare nasconde misteri che la missione BepiColombo proverà a svelare

 

Mercurio è il pianeta del Sistema Solare più piccolo e più vicino al Sole. Ha un grande nucleo di ferro, un campo magnetico globale, seppur debole, e crateri polari in permanentemente in ombra che potrebbero ospitare ghiaccio d’acqua, nonostante le altissime temperature diurne. Dopo la missione NASA MESSENGER (2011–2015), ora la sonda europea-giapponese BepiColombo si prepara a entrare in orbita a novembre 2026, aprendo una nuova fase di esplorazione dettagliata.

Questo insolito pianeta orbita a una distanza media di circa 58 milioni di chilometri dal Sole e completa un giro in appena 88 giorni terrestri; il suo diametro è di circa 4.880 km, poco più grande della Luna, e la sua massa è solo il 5,5% di quella terrestre. Nonostante le dimensioni ridotte, però, Mercurio è il secondo pianeta più denso dopo la Terra. Questa densità così alta è il primo indizio di qualcosa di insolito nascosto sotto la superficie: i modelli indicano che il nucleo metallico, composto principalmente da ferro e nichel, occupa circa il 75% del raggio del pianeta.

Un’altra peculiarità di Mercurio è il modo in cui ruota su se stesso. Per molto tempo si è pensato che mostrasse sempre la stessa faccia al Sole, come la Luna con la Terra. Ora invece è invece noto che il pianeta è bloccato in una risonanza spin–orbita 3:2: compie tre rotazioni sul proprio asse ogni due orbite intorno al Sole. Il risultato è un “giorno” (da un’alba all’altra) di circa 176 giorni terrestri. Questa configurazione, unita all’orbita molto eccentrica (la più ellittica tra i pianeti), produce variazioni estreme di illuminazione e temperatura: sul lato diurno si possono raggiungere circa 430 °C, mentre sul lato notturno si scende anche al di sotto di–170 °C.

Uno dei grandi misteri di Mercurio è il suo campo magnetico globale, debole ma sufficiente a formare una piccola magnetosfera in grado di deviare il vento solare. La presenza di questo campo suggerisce che il nucleo esterno sia almeno parzialmente liquido e dinamico, con moti convettivi che generano il campo tramite un meccanismo simile a quello terrestre. Il fatto che un pianeta così piccolo e antico abbia ancora un nucleo attivo è uno degli elementi che rendono Mercurio così interessante per i planetologi.

La possibile presenza di ghiaccio d’acqua ai poli è spiegabile perché l’asse di rotazione di Mercurio è quasi perfettamente perpendicolare al piano orbitale: alcuni crateri polari non ricevono mai luce solare diretta e restano freddissimi, permettendo al ghiaccio di sopravvivere per miliardi di anni.

La combinazione di un nucleo enorme, una crosta sottile e una densità molto alta pone un problema fondamentale: come si è formato un pianeta del genere? I modelli classici di formazione planetaria faticano a spiegare l’attuale struttura di Mercurio. Qui entra in gioco la nuova missione BepiColombo: lanciata nel 2018, dopo otto anni di viaggio e nove flyby di Terra, Venere e Mercurio, la sonda è ora nella fase finale di avvicinamento. Tra marzo e aprile 2027 inizierà la fase scientifica completa. Con questa missione, a cui ha contribuito anche l’Italia, gli scienziati sperano di comprendere meglio la struttura interna di Mercurio, la sua formazione, l’origine e il meccanismo del suo campo magnetico e l’eventuale presenza di ghiaccio. Capire Mercurio significa capire meglio i processi di formazione ed evoluzione dei pianeti rocciosi, anche quelli molto vicini alle loro stelle, che sono tra i più comuni nella Via Lattea.

 

In immagine: alcuni degli scatti di Mercurio acquisiti dalla sonda BepiColombo durante il suo sesto sorvolo di Mercurio, avvenuto l’8 gennaio 2025. Crediti: ESA/BepiColombo/MTM



Fai una donazione a Spoletonline per aiutare il nostro progetto




I commenti dei nostri lettori

Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.