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Ospedale, aumenta il pressing sulla Giunta Proietti
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Ospedale, aumenta il pressing sulla Giunta Proietti
Anche lo Spi-Cgil di Spoleto interviene per chiedere l’immediato ripristino di tutti i reparti e servizi chiusi. 'Il San Matteo resti nella rete regionale dell’emergenza-urgenza'
Il direttivo dello Spi-Cgil Lega di Spoleto, riunitosi mercoledì 30 settembre, ha esaminato le prospettive di preadozione del Piano socio-sanitario regionale e i principali problemi dell’assistenza sanitaria ospedaliera e distrettuale nel territorio di Spoleto. Lo Spi-Cgil, in tal senso, esprime “preoccupazione” per l’allungamento dei tempi necessari alla preadozione del documento. “Il Piano rappresenta infatti solo il primo passaggio di un iter articolato, destinato a richiedere tempi lunghi prima di arrivare all’approvazione definitiva e alla successiva fase attuativa. D’altra parte non si possono comprimere i tempi di un percorso che sia realmente partecipativo, coinvolgendo istituzioni, operatori, organizzazioni sindacali, cittadini e associazioni , così da arrivare ad una programmazione condivisa e capace di garantire servizi sanitari di qualità e uniformi in tutta la regione”.
Lo Spi-Cgil ritiene che le criticità della sanità umbra non possano essere affrontate attraverso ulteriori ridimensionamenti della rete ospedaliera pubblica. “Le scelte compiute dalla Giunta Tesei, a partire dall’Ospedale di Spoleto, con la perdita dei requisiti di DEA di primo livello, la riduzione dei posti letto e del personale, hanno danneggiato l’intera rete regionale. Cgil e Spi-Cgil ribadiscono quindi la posizione espressa congiuntamente già nel 2025: difesa del servizio sanitario pubblico e mantenimento dell’attuale rete regionale dell’emergenza-urgenza, con i cinque presidi ospedalieri di primo livello di Branca, Città di Castello, Foligno, Spoleto e Orvieto e le due aziende ospedaliere di secondo livello di Perugia e Terni”.
Lo Spi-Cgil chiede per il presidio di Spoleto l’immediato ripristino di tutti i reparti e servizi chiusi nel 2020 dalla Giunta Tesei, riallineando strutture ed organici agli standard previsti per gli ospedali Dea di primo livello, non essendo necessaria l’approvazione di un nuovo Pssr, essendo stato classificato ospedale dell’emergenza sulla base della normativa regionale tuttora vigente. Parallelamente, è necessario rafforzare una medicina territoriale pubblica di prossimità, fondamentale anche per contrastare lo spopolamento delle aree interne.
Lo Spi-Cgil riconosce alla Giunta Proietti il lavoro svolto per completare i progetti Pnrr, correggendo le criticità presenti nell’impostazione iniziale. “Ora, però, occorre fare un salto di qualità. Le Case della Comunità non devono limitarsi a rappresentare una riorganizzazione dei Centri di Salute, ma devono diventare il Punto Unico di Accesso dove si realizza la presa in carico dei cittadini da parte dei medici di famiglia, degli specialisti ed altri operatori sanitari e sociali, che effettueranno una valutazione collegiale del paziente, garantendo le cure nelle strutture più vicine, fino al domicilio”.
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