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Il Convitto riceve il nome di San Francesco e rinnova la sua missione educativa
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Il Convitto riceve il nome di San Francesco e rinnova la sua missione educativa
Al centro dell’intitolazione i giovani,l’inclusione e i valori di solidarietà che guidano la vita della struttura
Oggi, venerdì 9, il Convitto di Spoleto è stato intitolato a San Francesco nel corso di una cerimonia che ha riunito istituzioni, autorità religiose ed ex convittori, celebrando il valore educativo e sociale di una struttura che rappresenta molto più di un luogo di studio, ma una casa lontano da casa.
Ad aprire gli interventi è stato il sindaco Andrea Sisti, che ha sottolineato l’importanza del convitto per la città, definendolo un “connubio di comunità allargata”. Il primo cittadino ha ringraziato quanti contribuiscono alla vita della struttura, ricordando come l’esperienza vissuta durante gli anni di studio abbia portato diversi ragazzi a scegliere Spoleto anche per il loro futuro, mantenendo un legame profondo con il territorio.
Proprio la capacità di lasciare un segno nel tempo richiama la figura di San Francesco, al centro dell’intervento dell’Arcivescovo Renato Boccardo: “Il suo messaggio conserva una straordinaria attualità: non si tratta di chiedere ai giovani di ripercorrere le sue stesse scelte, ma di imparare a interpretare la vita come fece lui, partendo da ciò che si porta nel cuore e trovando la propria strada”.
Un’attualità che si intreccia anche con i valori della Costituzione italiana, come ha ricordato Tommaso Bori, vicepresidente della Regione Umbria. L’anno in corso unisce infatti due importanti ricorrenze: gli 800 anni dalla morte di San Francesco e gli 80 anni della Costituzione. Due anniversari che trovano nel convitto un punto d’incontro nell’attenzione alla persona e nella volontà di offrire a tutti opportunità di crescita. Bori ha ricordato il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo individuale, collegandolo all’impegno dell’Inps nel sostenere chi incontra difficoltà nel percorso di studi. Un principio di solidarietà che richiama da vicino lo spirito francescano.
L’attenzione alle persone e alle loro fragilità è stata al centro anche degli interventi di Elisa Maria Spagnolo, direttrice regionale, e dei rappresentanti Inps: Michele Gelera, Fabio Vitale e Alessia Romualdo, direttrice del Welfare Inps. Spagnolo ha evidenziato il valore del convitto anche per la comunità cittadina, rimarcando come possa portare cambiamenti demografici nella città, mentre Romualdo ha ricordato come siano stati proprio i ragazzi a dare significato al percorso che ha portato all’intitolazione. “Semplicità, speranza e rispetto per sé stessi e per gli altri sono i valori che la struttura vuole trasmettere alle nuove generazioni, mantenendo vivo il messaggio del Santo”.
A testimoniare la forza di questo legame sono stati infine due ex convittori, Paola e Jacopo Morini, che hanno raccontato di continuare a sentire Spoleto come casa propria anche dopo la conclusione degli studi.
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I commenti dei nostri lettori
Spigno anna
3 giorni fa
I miei 3 figli flaviana silvia e gianmario al convito di spoleto ci hanno lasciato il cuore lo ricordano von molto affetto quzndo possono ritornano a fare una visita .ottimi istitutori e tutto il personale .ottimo in tutto per la scuola per la vita sociale e per tutto nessuna cosa e stata fatta a caso lo consiglio a tutti i ragazzi bellissima esperienza e per quei giovani che vogliono studiare
Roberto
4 giorni fa
Tutto giusto e condivisibile. Sono stati presenti anche due rappresentanti dell'ormai sessantaduenne Associazione ex convittori e convittrici, anche lei da sempre fattivamente vicina al convitto e ai suoi ospiti attuali e passati.
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