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Le soffitte di SOL, 14 Febbraio 2006 alle 07:00:01

Fabrizio De André in direzione ostinata e contraria

Andrea Liparoto *

Fabrizio De André, il più grande tra i cantautori italiani. Artisti facili allo stesso tempo di versi e melodie, che civilizzano incantando.
E un piccolo libro - che ingrossa ulteriormente le file della già fitta bibliografia sull’artista genovese - viene oggi a raccontarci cuore e qualità creative del “Faber” compresi gli arnesi della sua colta “bottega”. Fabrizio de André in direzione ostinata e contraria (ed. Zona) si apre con un’intervista ad uno che frequentò assiduamente il cantautore, essendone stato prezioso collaboratore (sostanzialmente per la parte musicale) nella realizzazione di album come Creuza de ma e Le nuvole: Mauro Pagani. Che descrive il suo rapporto col compagno di lavoro, elogiando, tra le altre cose, il potere singolarmente “salvifico” della sua fantasia... “ (...) ci sono due modi di vedere la vita (...) Uno è quello che porta a pensare che non si può vivere senza l’idea di poter cambiare questo mondo (...) l’altro è quello di coloro che accettano l’homo homini lupus (...) però per fino questi quando c’è qualcuno che gli rappresenta la possibilità di una vita diversa, lo abbracciano, perché in fondo quella speranza l’hanno dentro anche loro. Fabrizio ha alimentato la speranza anche a questi ultimi”.
Non mancano alcuni accenni al De André privato... “Però quando lavoravi con lui ogni tanto ti veniva di prendere qualcosa e spaccarglielo in testa...”.
Segue poi una seconda intervista, questa volta a Beppe Grillo, legato al cantautore da una lunga e forte amicizia. “Sì mio fratello era il suo produttore, loro si vedevano a casa mia e io andavo lì a rompere le scatole(...). Un lato del carattere dell’amico viene sottolineato più volte dal comico genovese: “(...) era di una comicità incredibile...altro che “orso”. Ti poteva far morire dal ridere”.
Le pagine successive sono un rapido, attento e piacevole viaggio analitico attraverso i dischi che hanno reso celebre Fabrizio De André. Delle canzoni che li compongono vengono passate in rassegna, oltre alle trame, anche le tecniche di composizione dei testi. Proprio da queste ultime viene fuori un artista molto abile nel manipolare le figure retoriche, pilastri della scrittura poetica. E che fosse un rispettabilissimo poeta (molto più di altri che si ritengono tali) non è mai stato un mistero.
L’ultimo disco trattato è quello immediatamente precedente alla scomparsa del cantautore, il più lirico tra tutti sicuramente, Anime Salve. Da cui emergono le categorie umane per le quali Fabrizio De André provava estrema tenerezza ed in cui, in un certo senso, sembrava riporre le sue speranze di conversione radicale delle società rese asfittiche dall’omologazione dilagante: gli “spiriti liberi”, quelli appunto che viaggiano in “direzione ostinata e contraria”. Le prostitute, che lo fanno per passione, gli zingari, che sanno leggere il libro del mondo, certi pescatori...

Da segnalare, alla fine del volume, una sitografia completa riguardante il cantautore.

FABRIZIO DE ANDRE’ in direzione ostinata e contraria
di Andrea Podestà
Ed. Zona
126 pagine
€ 11.00
*tratto da :www.anarcotico.net/index.php



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